Pubblicazione del De revolutionibus orbium coelestium di Nicolò Copernico (1473-1543), dedicato a Paolo III (1534-1549).
Giovanni Keplero (1571-1630) pubblica la sua "Nuova astronomia", che contiene le prime due leggi del moto planetario. Galileo Galilei (1564-1642) con il nuovo strumento costruito in Olanda, il telescopio, inizia a Padova quella serie di osservazioni che metteranno in discussione la teoria tolemaica del moto, adottata ufficialmente nel mondo scientifico e religioso dell'epoca, per confermare la teoria copernicana.
La Congregazione dell'Indice condanna il sistema astronomico di Copernico, e altre opere che avevano tentato di accordare questo sistema con la Bibbia, proibendone l'insegnamento. Non viene fatto alcun accenno a Galilei e ai suoi scritti.
Galilei pubblica il Dialogo delIi due massimi sistemi del Mondo, che, sotto forma di dialogo, riprende e sviluppa ampiamente la tesi copernicana.
Il Tribunale dell'Inquisizione condanna Galilei come «veementemente sospetto di eresia, cioè d'aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alle Sacre e divine Scritture».
Il «Dialogo» di Galilei viene messo all’indice.
La Congregazione dell'Indice cancella dal catalogo delle opere proibite i libri in cui si insegna il sistema astronomico di Copernico.
Pio VII (1800-1823) approva il decreto della Congregazione dell'Inquisizione che permette a Roma la stampa dei libri in cui si insegna il movimento della terra, in quanto non contrario alle Scritture.
Pubblicazione di On the Origin of Species by Means of Natural Selection di Charles Darwin (1809-1882).
Il Concilio provinciale di Colonia dichiara «del tutto contrario alla Scrittura e alla fede» l'evoluzionismo antropologico, la derivazione, cioè, dell'uomo per spontanea trasformazione da una natura inferiore.
Concilio Vaticano I (1869-1870). Costituzione dogmatica «Dei Filius» de fide catholica: viene definito il principio della non contraddizione tra fede e ragione (DS 3017). 1893: Lettera enciclica «Providentissimus Deus» di Leone XIII (1878-1903): in base al principio del Vaticano I, si afferma l'impossibilità di una reale contraddizione tra Scrittura e scienze naturali (DS 3286-3289).
La Commissione «de re biblica» dichiara che il carattere «letterale storico» dei primi capitoli del Genesi non può essere messo in dubbio (DS 3514).
Lettera enciclica «Divino affIante Spiritu» di Pio XII (1939-1958) sui generi letterari della Scrittura (DS 3829-3831): vengono presi in considerazione i progressi degli studi biblici sui primi capitoli del Genesi, e viene affermata la libertà di ricerca negli studi biblici.
Lettera del Segretario della Commissione «de re biblica» al card. Subard, arcivescovo di Parigi: si dichiara che la risposta della Commissione Biblica del 1909 (DS 3514) non esclude ulteriori ricerche (DS 3862).
Lettera enciclica «Humani generis» di Pio XII (DS 3895-3897). L'ipotesi evoluzionistica viene presa in seria considerazione, e si invita a distinguere tra fatti realmente dimostrati e speculazioni teoriche. Permane il problema dottrinale della conciliabilità del poligenismo con il dogma del peccato originale.
Concilio Vaticano Il (1962-1965). Costituzione dogmatica «de Divina Revelatione» («Dei Verbum»): viene definito il carattere specifico della verità delle Scritture, rivelata da Dio «in ordine alla nostra salvezza» (n. 11). Costituzione pastorale «de Ecelesia In mundo huius temporis» («Gaudium et spes»): viene affermata la «legittima autonomia della scienza» e il rispetto dei metodi particolari a ciascuna delle scienze e delle tecniche (nn. 36, 59 e 62).
Allocuzione di Giovanni Paolo Il (1920-2005) alla Pontificia Accademia delle Scienze. Dopo aver ribadito il principio della necessaria collaborazione tra religione e scienza, nelle «rispettive autonomie», il papa invita a un riesame del caso Galilei, «nel leale riconoscimento dei torti».
Giovanni Paolo II, che ha chiesto nel 1979 la revisione del "Caso Galilei", ritira la condanna della Chiesa cattolica allo scienziato; pubblicamente riconosce la validità e verità scientifica delle teorie di Galileo Galilei e chiede scusa, da parte della Chiesa, per avere ingiustamente condannato non solo il fondatore della scienza moderna ma indiscutibilmente una delle menti più brillanti, geniali e serie dello scorso millennio.