GALILEO 1609       
Nell’estate del 1609 fu donato al principe di Fiandra, Maurizio di Nassau, un «occhiale, fabbricato con tale artifitio, che le cose molto lontane le faceva vedere come vicinissime».
Con queste parole, in una lettera indirizzata al cognato, Galileo descrive il curioso giocattolo che colpì la sua attenzione e che di lì a poco, una volta perfezionato, sarebbe diventato uno strumento rivoluzionario che avrebbe cambiato radicalmente la concezione dell’universo fisico e generato una nuova visione del mondo.
Galileo per primo ebbe l’intuizione di utilizzare “impropriamente” quel giocattolo e di puntarlo verso il cielo per osservare quelle cose lontanissime, le stelle e i pianeti, che da sempre hanno attirato l ’attenzione e la curiosit à degli uomini.

Dopo aver capito il meccanismo di funzionamento di quel giocattolo , Galileo lo riprodusse applicando due lenti alle estremità di un tubo: una lente, piatta da una parte e concava dall’altra, in cui si appoggia l’occhio e una lente , piatta da una parte e convessa dall’altra, all’estremità opposta.
Obiettivo aperto di cannocchiale             in pelle, 1610, Fotografia di Franca
Principe - IMSS Firenze
Lo strumento che Galileo si costruì consentiva di ingrandire di otto volte le cose osservate, dimostrandosi così superiore a qualunque “occhialetto” proveniente dai Paesi Bassi . Il 21 agosto 1609 Galileo lo portò a Venezia per impressionare un gruppo di nobili con una dimostrazione tenuta in cima al campanile di San Marco e tre giorni dopo lo donò al doge, sottolineandone la grande utilit à militare sia per la marina che per l ’esercito: in caso di attacco da parte di forze esterne,  guardando attraverso lo strumento sarebbe stato possibile prevedere con un anticipo di diverse ore l’avvicinamento dei nemici e organizzare per tempo la difesa o l’eventuale contrattacco. In riconoscimento del successo scientifico ottenuto, il governo della Serenissima conferì a Galileo una posizione a vita all’Università di Padova con un salario annuo di mille fiorini .

Per sviluppare ulteriormente lo strumento ed ottenerne uno che consentisse di ingrandire gli oggetti lontani fino a trenta volte , Galileo aveva bisogno di lenti che nessun occhialaio poteva realizzare e dunque , forte della sua esperienza di costruttore ingegnoso di strumenti (aveva già costruito un compasso geometrico e militare, un termoscopio, delle calamite armate) si costruisce il “telescopio” con il quale poter osservare il cielo .

Quando utilizzò il suo strumento per osservare il cielo , tra l’autunno del 1609 e la primavera del 1610 , Galileo scoprì una serie di cose che misero gradualmente e profondamente in discussione la concezione aristotelico-tolemaica dell’universo.
Galileo osservò la Luna, la via Lattea, i satelliti di Giove, Saturno “tricorporeo”, le fasi di Venere , le macchie solari.
Nel marzo del 1610 uscì a Venezia il Sidereus Nuncius, nel quale Galileo annunciava al mondo intero le prime straordinarie scoperte da lui compiute per mezzo del telescopio e forniva un esempio di moderna comunicazione scientifica.

La tradizione aristotelico-tolemaica, per la quale l ’universo era diviso in due sfere di natura diversa (la sfera al di sotto della Luna, nella quale gli elementi mutano continuamente, e la sfera al di sopra della Luna , nella quale tutto è immutabile ed eterno), non era più in grado di rendere conto dei fenomeni rivelati dal telescopio di Galileo. Il cambiamento non è solo una caratteristica fisica del mondo sublunare ma anche di quello al di sopra della Luna.
   CONVEGNO INTERNAZIONALE   
Con la risoluzione 33 C/25 dell’Assemblea Generale dell’ONU è stata accolta la proposta (avanzata dal Governo Italiano nel 2003 e adottata dall ’Unesco nel 2005) di proclamare il 2009 Anno Internazionale dell’Astronomia, a memoria dei 400 anni intercorsi dal primo utilizzo astronomico del cannocchiale da parte di Galileo Galilei.

La Fondazione Niels Stensen, diretta dai padri Gesuiti di Firenze, da molti anni impegnata nell’organizzazione di iniziative di alta valenza culturale in sinergia con diverse istituzioni scolastiche, universitarie e di ricerca , nazionali ed internazionali, ha promosso, in occasione delle celebrazioni astronomiche e galileiane, l’organizzazione di un Convegno Internazionale di Studi sul “Caso Galileo” con l’intenzione di richiamare a Firenze i massimi esperti del campo per una rilettura storica , filosofica e teologica di questo caso memorabile.

L’idea di organizzare un convegno è stata favorevolmente accolta dalle istituzioni che hanno avuto un ruolo storico nella vicenda galileiana e che sono tuttora impegnate nella trasmissione del sapere concernente il “caso” aperto dalle osservazioni astronomiche effettuate da Galileo.
Ritratto di Galileo Galilei            ,Copia da Justus Suttermans            , IMSS
Il progetto ha ottenuto il consenso e la partecipazione di 18 autorevoli Istituzioni, rappresentative di importanti settori della vita culturale e scientifica, storicamente coinvolte in una vicenda e in un evento che hanno fortemente caratterizzato l’intelligenza e la creativit à italiane, innescando tuttavia tensioni mai completamente risolte nei rapporti tra la Chiesa e diversi ambiti della produzione intellettuale. Esse costituiscono il Comitato Istituzionale.

Il Comitato Scientifico, nominato su delega del Comitato Istituzionale, ha definito la struttura delle giornate di studio e ha invitato ad intervenire alcuni tra i maggiori studiosi che a vario titolo si sono occupati del “Caso Galileo” a livello internazionale.

Nelle tre giornate del Convegno, ciascuna suddivisa in due sessioni, saranno ripercorse le tappe fondamentali della vicenda galileiana e affrontati i nodi che si sono andati costituendo nel corso del tempo. Il Convegno ha l’ambizione di contribuire all ’apertura di un dialogo sereno, libero e onesto tra studiosi provenienti da differenti e istituzioni e diversi ambiti disciplinari.

Il Convegno si rivolge principalmente agli studiosi di scienze umane ma anche a tutti coloro che volessero cogliere l’occasione di conoscere e approfondire il “Caso Galileo” nei suoi diversi aspetti storico, filosofici e teologici.

Inoltre, in occasione del Convegno, saranno organizzati altri eventi collaterali che offriranno al grande pubblico l’opportunità di avvicinarsi a Galileo cui spetta il merito grandioso di aver offerto agli uomini del suo tempo e a noi la possibilità di guardare con occhi nuovi le (infinite) cose (finite) che ci circondano.
       CRONOLOGIA
COMITATI   
Il Convegno rientra nelle iniziative dell’Anno internazionale dell’Astronomia ed ha ottenuto :
  • ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  • PATROCINIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • PATROCINIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
COMITATO ISTITUZIONALE
  • ARCHIVUM HISTORICUM SOCIETATIS IESU (AHSI – Roma)
  • COMITATO NAZIONALE PER LE CELEBRAZIONI GALILEIANE (Firenze)
  • DOMUS GALILÆANA (Pisa)
  • INSTITUTUM HISTORICUM SOCIETATIS IESU (IHSI – Roma)
COMITATO SCIENTIFICO
  • Prof. Francesco Beretta (Université de Fribourg - Universität Freiburg)
  • Prof. Massimo Bucciantini (Università degli Studi di Siena )
  • Prof. Michele Camerota (Università degli Studi di Cagliari )
  • Prof. Pietro De Marco (Università degli Studi di Firenze )
  • Prof. Paolo Galluzzi (Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze)
  • Prof. Stefano Miniati (Università degli Studi di Siena )
  • Prof. Paolo Ponzio (Università degli Studi di Bari )
  • Prof. Paolo Rossi (Accademia dei Lincei)
COMITATO PROMOTORE
  • Comitato Nazionale Celebrazioni Galileiane
  • Comunità Francescana di Santa Croce
   SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
  • P. Ennio Brovedani sj (Presidente Fondazione Stensen)
  • Nadia Alpi (Segreteria Fondazione Stensen)
  • Michele Crocchiola (Coordinamento Generale Fondazione Stensen )
  • Giuseppe Gulizia (Gruppo Filosofi Stensen|Epoché)
  • Katia Rossi (Gruppo Filosofi Stensen|Epoché)
  • Simona Dileo (Staff Fondazione Stensen)
  • Michele Ruini (Grafico Fondazione Stensen)
  • Antonio Pirozzi (Ufficio Stampa Fondazione Stensen )
  • Jacopo Storni (Ufficio Stampa Fondazione Stensen )
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MM MAGGIO
GG 26               
GIORNATA INAUGURALE - Martedì 26 maggio 2009 - Basilica di Santa Croce - Firenze
Pomeriggio
17.00 Lectio Magistralis   [  ]
Lectio Magistralis   [  ]
L'accesso alla Basilica di Santa Croce sarà consentito sino ad esaurimento posti. Saranno riservati dei posti a sedere agli accreditati al Convengo.
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MM MAGGIO
GG     27           
PRIMA GIORNATA - Mercoledì 27 maggio 2009 - Palazzo dei Congressi
Mattino: I sessione: Cosmologia e teologia: la condanna anticopernicana del 1616
Presiede Cesare Vasoli
08.30 Registrazione
09.15 Apertura dei lavori
09.30 Censura ecclesiastica e filosofia naturale negli anni di Galileo   [  ]
10.00 Il copernicanesimo e la teologia   [  ]
10.30 Coffee-break
11.00 Des nouveautés célestes aux textes sacr és   [  ]
11.30 Teologie a confronto: Bellarmino, Campanella, Foscarini    [  ]
12.00 The Jesuits: Transmitters of Galilean Science    [  ]
12.30 Discussione
13.00 Pausa pranzo
 
Pomeriggio: II sessione: Il processo del 1633
Presiede Isabelle Pantin
15.00 Natura e Scrittura   [  ]
15.30 Il processo del 1633    [  ]
16.00 I meccanismi di controllo sociale e il sistema di protezione: i Farnese di Roma e Galileo   [  ]
16.30 Coffee-break
17.00 “Mirabile e veramente angelica dottrina": Galileo e l'argomento di Urbano VIII    [  ]
17.30 Discussione
18.30 Chiusura dei lavori
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MM MAGGIO
GG         28       
SECONDA GIORNATA - Giovedì 28 maggio 2009 - Palazzo dei Congressi
Mattino: I sessione: La genesi del caso Galileo I
Presiede Maurice Clavelin
08.30 Registrazione
09.15 Apertura dei lavori
09.30 il "Caso Galileo" nella cultura italiana del ‘600   [  ]
10.00 il "Caso Galileo" nella cultura inglese del ‘600   [  ]
10.30 Coffee-break
11.00 Les premiers effets de ‘l’affaire Galilée’ chez les libertins et philosophes français   [  ]
11.30 Galileo as the unpunished artist. Peiresc’s argumen   [  ]
12.00 Galileo e l’accomodatio copernicana   [  ]
12.30 Discussione
13.00 Pausa pranzo
 
Pomeriggio: II sessione: La genesi del caso Galileo II
Presiede Michele Ciliberto
15.00 Il "caso Galileo" e la riflessione teologica    [  ]
15.30 L'attività scientifica nell'ottica dei censori ecclesiastici , dalla Licet ab initio (1542) alla Sollicita ac provida (1753)   [  ]
16.00 L’Illuminismo e il "caso Galileo"   [  ]
16.30 Coffee-break
17.00 Il "caso Galileo" e il Sant'Uffizio 1820-1822 : fine della controversia?
[  ]
17.30 Discussione
18.30 Chiusura dei lavori
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GG             29   
TERZA GIORNATA - Venerdì 29 maggio 2009 - Palazzo dei Congressi
Mattino: I sessione: Il caso Galileo tra Otto e Novecento
Presiede Sergio Givone
08.30 Registrazione
09.15 Apertura dei lavori
09.30 Galileo e Bruno “martiri del libero pensiero â€?   [  ]
10.00 Galileo e le passioni del Risorgimento   [  ]
10.30 Coffee-break
11.00 il "Caso Galileo" ed i neotomisti dell ’Ottocento   [  ]
11.30 The "Galileo Affair" and the “question biblique”   [  ]
12.00 La représentation de Galilée dans la peinture du XIXe siècle   [  ]
12.30 Discussione
13.00 Pausa pranzo
 
Pomeriggio: II sessione: Dal Concilio Vaticano II alla “riabilitazione� del 1992
Presiede Jean-Robert Armogathe
15.00 Galilée et Bellarmin entre Duhem et Feyerabend   [  ]
15.30 Galileo during the Nazi Time   [  ]
16.00 Il Vaticano II, Paschini e Galileo   [  ]
16.30 Coffee-break
17.00 Galileo judged: Urban VIII to John Paul II   [  ]
17.30 Discussione
18.30 Chiusura dei lavori
AA 2009
MM MAGGIO
GG                 30   
EVENTO CONCLUSIVO - Sabato 30 maggio 2009 - Villa “il Gioiello� (casa di Galileo) - Arcetri
Galileo Oggi
10.30 [  ]
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RELATORI
  • Evandro Agazzi
  • Jean-Robert Armogathe
  • Ugo Baldini
  • Francesco Beretta
  • Horst Bredekamp
  • Nicola Cabibbo
  • Michele Ciliberto
  • Rivka Feldhay
  • Vincenzo Ferrone
  • Paolo Galluzzi
  • Paolo Prodi
  • Paolo Rossi
  • Jean-François Stoffel
Claus Arnold
BIO: (Ravensburg, württemberg, 1965) dottore in teologia, si forma a Tubinga e a Oxford. Ottiene la libera docenza nel 2002 /03 in Storia della Chiesa. Ha insegnato alla Facolt à Teologica Cattolica di Münster e attualmente insegna Storia della Chiesa nel dipartimento di Teologia Cattolica della Goethe-Universität. Autore di Grenzen der theologischen konfessionalisierung (Römische inquisition und indexkongregation bd . 10, 2008) e di Antimodernismo e magistero romano: la redazione della pascendi, in «rivista di storia del cristianesimo», 5/2.
ABSTRACT:
DOWNLOAD:
Luca Bianchi
BIO: Luca Bianchi è professore ordinario di Storia della Filosofia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale (Vercelli); ha insegnato anche all ’Università di Padova e, come professore invitato, presso l’Université de Lausanne (2002), l’Université de Fribourg (2003) e l’Ecole pratique des hautes études di Parigi (1996 e 2005). Specialista della tradizione aristotelica e ‘averroista’, ha dedicato numerosi studi alla filosofia naturale, all’etica e alle censure dottrinali fra medioevo e rinascimento. Fra i suoi libri più recenti: Censure et liberté intellectuelle à l’université de paris (xiiie - xive siècles), Les belles lettres, Paris 1999; Studi sull’aristotelismo del rinascimento, Il poligrafo, Padova 2003; Pour une histoire de la “double vérité�, Vrin, Paris 2008.
ABSTRACT: È noto che, durante le complesse trattative per ottenere l’autorizzazione a stampare il dialogo, Galileo ricevette dal maestro del Sacro Palazzo l ’ordine di inserirvi la “medicina del fine�, cioè l’argomento fondato sulla nozione di onnipotenza divina che Urbano VIII aveva formulato contro l ’ipotesi copernicana. E’ altrettanto noto che il modo in cui Galileo trattò quest’obiezione del pontefice, che gli era stata personalmente comunicata sin dal 1616, giocò un ruolo rilevante nel processo del 1633. Ma quale era il giudizio di Galileo nei confronti di quest’obiezione? Vi sono, nel dialogo o in altri testi galileiani, spunti che ci consentano di capirlo? E come bisogna intendere l’enigmatica risposta di salviati , che gli storici hanno valutato in modi profondamente divergenti? E’ vero, come alcuni pensano, che galileo mostra qui di condividere, per convinzione o per prudenza, l’obiezione del pontefice? E’ vero, come invece ritengono altri , che il testo tradisce una punta di ironia , o addirittura di sarcasmo? Nel mio intervento cercher ò una risposta a questi interrogativi, proponendo una lettura alternativa di questo controverso passo galileiano a partire da una attenta analisi delle sue fonti, esplicite ed implicite.
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PAGINA PERSONALE:
Massimo Bucciantini
BIO: Massimo Bucciantini insegna Storia della scienza all'Università di Siena-Arezzo. Tra le sue pubblicazioni: Contro Galileo: alle origini dell'affaire (Olschki 1995), Galileo e Keplero. Filosofia, cosmologia e teologia nell 'Età della Controriforma (Einaudi 2003, Les Belles Lettres 2008 ), Italo Calvino e la scienza (Donzelli 2007). Insieme a Michele Camerota dirige la rivista "Galilaeana. Journal of Galilean Studies ".
ABSTRACT: Negli anni 1820-1870 la questione galileiana era più viva che mai e si intrecciava alle tormentate vicende politiche italiane. Galileo patriota, Galileo combattente coraggioso per la verità e per la libertà, Galileo vittima dei "condensatori di tenebre", di coloro cioè che avevano spento ogni vita intellettuale e morale in Italia. Una storia 'militante' che attende ancora di essere ricostruita e raccontata nei suoi particolari , fatta di continui colpi di scena e di vicende ancora poco note .
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PAGINA PERSONALE:
Camerota
BIO: Insegna Storia della Scienza allUuniversità di Cagliari. È autore di diversi studi sulla cultura scientifica della prima età moderna, tra cui Gli scritti ‘de motu antiquiora’ di Galileo Galilei: il ms. Gal. 71. Un’analisi storico-critica (Cagliari, cuec, 1992), All’alba della scienza galileiana . Michel varro e il suo ‘de motu tractatus’ (con m.o. Helbing, Cagliari, cuec, 2000), Galileo e il parnaso tychonico (con o. Besomi, Firenze, Olschki, 2000), Galileo Galilei e la cultura scientifica nell'età della controriforma (Roma, Salerno, 2004). Ha recentemente redatto la voce “Galileo Galilei� per il New dictionary of scientific biography. Insieme a Massimo Bucciantini dirige la rivista Galilaeana . Journal of galilean studies .
ABSTRACT: La tesi secondo cui , nel parlare delle questioni attinenti al dominio puramente naturale, la scrittura si “accomoda� (cioè si conforma) al limitato intendimento degli incolti e alle concezioni tipiche del senso comune rappresentò, nella prima età moderna, un leitmotiv nella discussione dei rapporti tra scienza astronomica e testi sacri, così come sviluppata dagli autori filo-copernicani. In effetti, a partire dal “discepolo� diretto di Copernico, Georg jJachim Rheticus, i difensori del sistema copernicano (da Giordano Bruno a Christoph Rothmann, a Johannes Kepler) avanzarono pressoché tutti – pur con significative differenze di accenti – l’idea (risalente almeno a Sant’Agostino) di un’esposizione biblica che si adatta alla mentalità e alla capacità di comprensione del popolo. L’aspetto più significativo della ripresa operata da galileo del cosiddetto “principio dell’accomodamento� (o accomodatio) risiede nella sua contestualizzazione futbol all’interno di una strategia complessiva tesa a definire una netta separazione tra ricerca scientifica e dogma religioso. Tale strategia si fonda eminentemente sul riconoscimento delle peculiarità proprie delle due diverse forme di espressione del verbo divino: la scrittura e la natura. Nel caso di quest ’ultima, il complesso dei fenomeni naturali costituisce – a giudizio di galileo – un linguaggio di “cose� e di eventi, retto da una norma istitutiva di effettualità e sottoposto, pertanto, al vincolo della inderogabilità delle sue formulazioni. Il verbo divino assume , infatti, in naturalibus i tratti di un “discorso� «inesorabile e immutabile e nulla curante che le sue recondite ragioni e modi d’operare sieno o non sieno esposti alla capacit à de gli uomini». Di contro, invece, nella prospettiva galileiana il linguaggio della scrittura si qualifica come un linguaggio di parola, legato, come ogni linguaggio verbale , a convenzione. Proprio in forza di tale convenzionalità, nelle espressioni scritturali il significante ammette e, anzi, talvolta, richiede una interpretazione che vada oltre l’immediatezza letterale, e capace, dunque, se del caso, di considerare l’esigenza di un suo “accomodarsi� al senso comune e al ridotto discernimento del “volgo�. La nostra relazione cercher à di cogliere le peculiarit à dell’accomodatio così come venne formulata da galileo, investigando le connessioni con il più generale quadro di riferimento della sua prospettiva ermeneutica e tentando di individuare le fonti e le suggestioni da cui prese avvio il discorso dello scienziato pisano .
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Maurice Clavelin
BIO: È professore emerito alla Sorbona dove ha tenuto, dal 1971 al 1995 , la cattedra di Storia della Scienza e Filosofia della Scienza. Tra le sue pubblicazioni : Galilée copernicien (2004), Le relativisme est-il résistible? (con R. Boudon, 1994), La philosophie naturelle de galilée (1968, riedito 1996), 'Discours et démonstrations mathématiques' de Galilée (traduzione commentata, 1970, riedito 1995), oltre a vari lavori su questioni di storia della scienza e filosofia della conoscenza contemporanea.
ABSTRACT: Lo scopo di questa conferenza è di ricostituire – dal punto di vista della Storia della Scienza – le precise ragioni che portarono Galilei, a seguito delle spettacolari scoperte degli anni 1609 -1612, a insistere appassionatamente per un confronto libero tra le cosmologie geocentriche ed eliocentriche , e, in un secondo tempo , ad intraprendere un exegesi di alcuni cruciali testi biblici. La prima parte della conferenza evidenzierà le conseguenze che queste scoperte comportarono rispettivamente per il geocentrismo e per l’eliocentrismo; in breve: la perdita del loro sostegno fisico-filosofico tradizionale per il primo, il guadagno di una notevole rilevanza empirica per il secondo. E quindi, il problema: come salvare il geocentrismo una volta che la sua base cosmologica fosse stata screditata? La seconda parte analizzer à come Galilei si sforz ò per neutralizzare l’appello dei teologi a quei testi della Scrittura nei quali il moto veniva chiaramente attribuito al Sole; si presterà un’attenzione particolare all’argomento sviluppato nella lettera alla Gran Duchessa Cristina con lo scopo di dimostrare l’irrilevanza fisica del pi ù rinominato di questi testi : il testo in cui si legge che il Sole fu fermato da Giosué. Infine, ci soffermeremo sulle conseguenze dei decreti del 1616 per la dottrina geocentrica stessa. Si dimostrerà che il geocentrismo del post 1616 non è in nessun modo, cosmologicamente parlando, una semplice continuazione dell ’antico geocentrismo.
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George Coyne sj
BIO: (Baltimore, Maryland, 1933). Si laurea in matematica e in filosofia alla Fordham University, New York City, nel 1958. Consegue il dottorato in Astronomia alla Georgetown University nel 1962. Nel 1976 è Senior Research Fellow al Lunar e Planetary Laboratory (LPL) della University of Arizona (UA). In seguito è direttore del UA's Catalina Observatory e Direttore associato del LPL . Nel 1979- 80 è Acting Director del UA Steward Observatory adjunct professor nel UA Astronomy Department. Dal 1978 al 2006 è direttore della Specola Vaticana , di cui oggi è direttore emerito e presidente della Fondazione. Tra le sue recenti pubblicazioni: Faith and knowledge toward a new meeting of science and theology (2007) e, con E. Boncinelli, L'universo e il senso della vita. Un ateo e un credente : due uomini di scienza a confronto (2008).
ABSTRACT: Il 31 ottobre 1992 , Giovanni Paolo II, in un’allocuzione alla Pontificia Accademia delle Scienze, disse che una delle lezioni del Caso Galilei è che adesso abbiamo una più corretta comprensione dell’autorità che è propria della Chiesa e che: “Dal caso Galilei si può trarre una lezione applicabile anche a noi contemporanei , in considerazione di analoghe situazioni che oggi si presentano e che potrebbero presentarsi nel futuro .� Solo 350 anni prima , il Papa Urbano VIII dichiarò che Galilei si era incolpato da solo di un “opinione molto falsa e molto erronea e che aveva provocato uno scandalo per tutto il mondo Cristiano.� Il contrasto fra questi due giudizi ufficiali della Chiesa su Galilei, separati da un periodo di 350 anni, è enorme. La domanda è: Che cosa si pu ò prevedere per i prossimi 350 anni ? Lo scopo del mio saggio non è solo accademico; esso tenta di presentare un giudizio sul passato e sul presente con uno sguardo sul futuro
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François De Vergnette
BIO: Ricercatore di Storia dell ’Arte Conpemporanea all’Università di Lyon III – Jean Moulin e membro dell’UMR 5190 (Larhra-Resea, Laboratory of Rhone - Alps History Research). Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca all’Università di Paris X - Nanterre con una tesi consacrata al pittore di storia francese Jean-Paul Laurens (1838-1921). Le sue ricerche e pubblicazioni vertono sulla rappresentazione della storia nella pittura francese del XIX secolo, sui legami tra questa e la storiografia, sulla pittura monumentale e sulla critica d’arte. È membro dell'Équipe Religions Sociétés et Acculturations.
ABSTRACT:
La représentation de Galilée dans la peinture du XIXe siècle
Nel XIX secolo, l’iconografia dipinta di Galileo diventa importante. Essa è l’eco dei dibattiti storiografici e ideologici. In una visione romantica e anticlericale, i pittori privilegiavano la vittima dell’Inquisizione, all’epoca del processo davanti ai suoi giudici (specialmente Robert Fleury nel quadro più famoso del XIX secolo dedicato all’astronomo, che è conservato al museo del Louvre), o in prigione, le catene ai piedi , spesso in pendant con l’altro grande scopritore dell ’epoca moderna, Cristoforo Colombo, anch’egli imprigionato. Galileo incatenato figura ancora nelle grandi sintesi storiche care ai pittori del XIX secolo in Francia e in Germania . In Francia, sotto il Secondo Impero , nel 1867, un pittore ultramondano, Charles Müller, risponde a questa iconografia anticlericale tramite una rappresentazione, che si voleva pi ù seria storicamente, di Galileo in una prigione meno gravosa, il Palazzo dell’arcivescovo di Siena. Si trovano ugualmente delle immagini, più neutre ideologicamente, di Galileo scienziato, mentre presenta il suo telescopio al doge, o mentre osserva gli astri. Analizzerò le fonti scritte di queste opere, la ricezione di queste tele nella critica d ’arte, le rappresentazioni di Galileo utilizzate in particolare nell’ambito dei dibattiti sull ’insegnamento. La comparazione tra questa iconografia pittorica e la rappresentazione di Galileo nei libri scolastici della fine del XIX secolo chiuderà il mio intervento.
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Annibale Fantoli
BIO: È nato a Tripoli (Libia) nel 1924. Si è laureato all'Università "La Sapienza" di Roma con una tesi in astronomia pubblicata dall'Accademia dei Lincei e in Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 1960 al 1991 ha insegnato Storia e Filosofia della Scienza presso varie università giapponesi. È autore di numerose pubblicazioni , molte delle quali in giapponese, prevalentemente su argomenti galileiani . E' anche autore del libro Galileo per il copernicanesimo e per la Chiesa, tradotto in sette lingue ; Il caso galileo e di una storia dell 'idea dell'idea della vita extraterrestre (Gli extraterrestri). Dal 1991 vive con la famiglia a Victoria , British Columbia (Canada) nella cui università è attualmente Adjunct Professor.
ABSTRACT: Il processo di Galileo , uno dei più importanti del secolo XVII , se non di tutta la storia del pensiero europeo, non cessa di essere al centro delle ricerche storiche concernenti i rapporti tra la nascente scienza moderna e la chiesa cattolica. In questa mia relazione mi propongo di esaminare i motivi per cui Galileo fu processato e condannato all 'abiura per "veemente sospetto di eresia ". A tale scopo considererò le seguenti questioni. 1) che parte Urbano VIII aveva avuto nel progetto galileiano del dialogo? Era egli al corrente del precetto comunicato da Bellarmino a Galileo nel febbraio 1616? Fino a che punto era stato responsabile della concessione dell' imprimatur per il libro ? Perché sentì "raggirato" dallo scienziato con la pubblicazione del dialogo? Che peso ebbe, nella sua indignazione, la messa in bocca di Simplicio del suo argomento teologico che escludeva la possibilità di un prova fisica del Copernicanesimo? 2) che ruolo ebbe la "scoperta" del documento con l'ingiunzione di Segizzi nella decisione di convocare galileo al S. Uffizio? Che credibilità ha la tesi della falsificazione del documento, compiuta a tale scopo nel 1632? 3) il risultato del primo interrogatorio e il significato della successiva iniziativa extra -processuale del commissario maculano. Fu, quest'ultima, un puro espediente inquisitoriale , allo scopo di ottenere la confessione di Galileo? 4) il motivo ultimo della condanna. Considererò in proposito due interpretazioni differenti, proposte in questi ultimi anni. A) secondo Beretta (1999), la condanna fu il risultato dell'uso del sommario del processo da parte di Urbano VIII per giustificare la sua determinazione magistrale. Essa chiariva autoritativamente l 'ambiguità presente nel decreto della Congregazione dell'Indice (1616). In base a tale determinazione, Galileo risultava colpevole di avere sostenuto una tesi erronea nella fede e perciò - come veementemente sospetto di eresia - obbligato ad abiurarla. B) secondo Speller (2008), essa fu il risultato di un compromesso, fra una fazione cardinalizia capeggiata dallo stesso Urbano VIII, che avrebbe voluto la condanna di Galileo per eresia formale (causata dal suo pratico rifiuto dell'argomento dell'onnipotenza divina), con il carcere perpetuo nelle prigioni del S. Uffizio come risultato e una fazione cardinalizia pi ù moderata, capeggiata da Francesco Barberini. 5) conclusione: fu la condanna valida , dal punto di vista giuridico?
DOWNLOAD:
Federica Favino
BIO: Federica Favino è dottore in Filosofia (Università di Roma La Sapienza ) e dottore di ricerca in Storia della Società Europea (Università di Napoli Federico II – VIII ciclo). È stata ricercatrice a contratto presso l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli (2000-2004), Jean François Malle Fellow presso The Harvard University Center for Italian Renaissance Studied – Villa I Tatti di Firenze (2004-2005) e Marie Curie Intra -European Fellow presso il Centre A. Koyré – CNRS di Parigi (2005-2007). Attualmente è Marie Curie - European Reintegration Grant Fellow presso il Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza e insegna Storia della scienza e della tecnica presso la Facoltà di Studi Orientali della medesima Università. È autrice di numerosi saggi su Giovanni Battista Ciampoli , sull’insegnamento della scienza nell’università e nei collegi degli ordini religiosi romani, sulla diffusione della nuova scienza negli ambienti della curia e della corte romana tra 17° e 18° secolo.
ABSTRACT: I meccanismi di controllo sociale e il sistema di protezione: i Farnese di Roma e Galileo
Ove si eccettui il caso particolarissimo della famiglia Cesi, assai poco si è indagato sulla fortuna che la figura e l ’opera di Galileo incontrarono presso la società aristocratica romana a lui contemporanea. Da una parte, la curiosità nei confronti del telescopio e le osservazioni astronomiche che esso aveva reso possibili andavano ad arricchire l’orizzonte culturale di un pubblico sì capriccioso e mutevole, ma non per questo del tutto impermeabile ai dubbi che quelle stesse osservazioni sollevavano sul sistema di sapere al quale anche l’élite romana era stata educata. Dalla parte di Galileo , il successo così acquisito diveniva non solo un amplificatore di fama e di consensi ma anche uno strumento capace di attivare potenti protezioni che si rivelarono importanti in alcuni momenti critici della sua battaglia in favore del copernicanesimo. Il contributo intende esaminare questa dinamica in atto in una gruppo determinato – il «clan» romano dei Farnese, ovvero quel gruppo di famiglie romane legate da parentele e fedeltà ai duchi di Parma juegosdeaventura fin dai tempi di Paolo III – e in un momento preciso della biografia galileiana – il periodo felice che intercorre tra il viaggio a Roma del 1610 e il primo processo. Guardare alla scala della «micro-politica» locale consente di restituire fatti e personaggi anche ben noti alla storiografia galileiana ad un contesto in cui essi non furono un’eccezione e Galileo non fu una moda passeggera .
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Vittorio Frajese
BIO: (Roma, 1957). Docente di Storia moderna presso l’Università La Sapienza di Roma , si occupa di storia politico-religiosa della prima et à moderna e di storia del pensiero politico. Ha curato l'edizione in volgare di Campanella, La Monarchia del Messia (1995). Tra le sue pubblicazioni più rilevanti: Sarpi scettico. Stato e Chiesa a Venezia tra Cinque e Seicento (1994), Profezia e machiavellismo. Il giovane Campanella (2002) e Nascita dell'Indice. La censura ecclesiastica dal Rinascimento alla Controriforma (2006).
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Franco Giudice
BIO: Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia della Scienza presso l ’Università di Firenze. Responsabile di redazione della rivista «Galilaeana». Insegna Storia della scienza e della tecnologia all’Università di Bergamo. È autore di Luce e visione. Thomas Hobbes e la scienza dell’ottica (1999). Si occupa dei dibattiti sull’ottica tra fine Cinquecento e lungo tutto il Seicento. Di recente ha curato gli Scritti di ottica di Isaac Newton per la BUR .
ABSTRACT:
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Luciano Malusa
BIO: (1942) ha compiuto gli studi di filosofia nell’Università di Padova, laureandosi nel 1964 con Carlo Giacon. Nel 1969 è divenuto assistente ordinario alla cattedra di Giovanni Santinello . Professore incaricato di Storia della filosofia, è divenuto nel 1982 professore associato confermato. Nel 1987 è nominato professore straordinario sulla cattedra di Storia della filosofia contemporanea, nell’Università di Verona. Si è trasferito presso l’Università di Genova nel 1990 quale professore ordinario sulla cattedra di Storia della filosofia. Fino al 2008 ha insegnato discipline storico-filosofiche presso la Facolt à di Lettere e Filosofia dell’Ateneo genovese, essendo stato coordinatore del Dottorato di Filosofia; Direttore del Dipartimento di Filosofia (1991-98), Presidente del Consiglio del corso di laurea in Filosofia (2001-08); Presidente del Centro di servizi bibliotecari . Ha ricoperto la carica di Presidente dell’Associazione Filosofica Ligure (AFL) e di Presidente nazionale della Società filosofica italiana (SFI: nel triennio 2001- 04). È socio corrispondente dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona e dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere. È attualmente Professore ordinario di Storia del cristianesimo. Linee di ricerca: la filosofia del Rinascimento ; le origini della storiografia filosofica tra Cinquecento e Seicento; la storiografia filosofica italiana nell’Ottocento e Novecento; momenti e figure dello spiritualismo e del neotomismo nell’Ottocento; Chiesa e pensiero cristiano nell’Ottocento; storia delle Congregazioni romane dottrinali nell’Ottocento: le condanne di Rosmini e Gioberti; federalismo e cattolicesimo liberale nell’Ottocento italiano; gli ingredienti fondamentali dell’identità europea dal medioevo cristiano ai nazionalismi dell’Ottocento.
ABSTRACT: Il caso Galileo ed i neotomisti dell’Ottocento
I pensatori neotomisti in Europa si occuparono di Galilei come pensatore e come scienziato nella convinzione che egli avesse meritato la condanna del Santo Uffizio per suoi comportamenti avventati. Inoltre guardarono con sospetto alle esaltazioni che del suo pensiero e del metodo sperimentale da lui iniziato avevano fatto diversi esponenti del pensiero positivistico e materialistico. I neotomisti non arrivarono a condannare Galilei in quanto eretico o pensatore che aveva divulgato tesi erronee : preferirono considerare gli esiti che certe sue posizioni avevano avuto. In fondo, per loro (Liberatore, Zigliara, Cornoldi) Galilei come pensatore era stato piuttosto debole e come scienziato era stato un precorritore maldestro . Occorre distinguere tra le riserve dei neotomisti e le problematiche suscitate da alcuni episodi della condanna. Il caso Galilei viene toccato dal p. Angelo Secchi, gesuita, scienziato di fama, non tanto perché egli aderisse alle posizioni tolemaiche, ma perché egli era convinto che nella prima metà dell’Ottocento la Chiesa in perfetta buona fede avesse pensato che la vera visione dell’universo era quella geocentrica. Secchi avversava l’ilemorfismo neotomistico, ma non accettava neppure le posizioni di Galilei sull ’esegesi delle scritture. Posizione complessa questa del grande astrofisico. Ma il caso Galilei è motivo di polemiche nei confronti del neotomismo da parte dei pensatori seguaci di Antonio Rosmini , quando alcune sue proposizioni vengono condannate dal Santo Uffizio (decreto Post obitum del 1887). In questa circostanza furono avanzate alcune ipotesi: era riformabile il decreto che condannava Rosmini per un malinteso senso di uniformit à al neotomismo? La maggioranza dei pensatori cattolici era convinta che Rosmini fosse stato condannato ingiustamente e forse fraudolentemente. Si rispolverarono le polemiche della condanna del 1633 e molti vollero vedere delle analogie . La discussione, veramente animata sulle riviste rosminiane, portò molti a sostenere che presto la condanna di Rosmini sarebbe stata cancellata . In realtà si dovette attendere parecchio sia per Galilei che per Rosmini. Quello che accomuna i due casi è in fondo il convincimento che fu diffuso tra i cattolici dell’Ottocento e del primo Novecento che con quelle due prese di posizione il Santo Uffizio avesse compiuto un errore di percorso e che non avesse capito il valore delle posizioni dei due pensatori, profondamente cattoliche ed ortodosse . Ma perché non aveva capito? Il relatore che presenta questo intervento ritiene che l’Inquisizione romana non era nella condizione di intendere in nessuno dei due casi la lungimiranza dei pensatori cristiani e restasse ancorata a posizioni di cautela e di potere.
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Alberto Melloni
BIO: Ordinario di Storia del Cristianesimo all’Università di Modena-Reggio Emilia. Direttore della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, è stato membro del gruppo internazionale che ha scritto La storia del Concilio Vaticano Secondo, sotto la direzione di Alberigo. Ha recentemente pubblicato Papa Giovanni. Un cristiano e il suo concilio, Einaudi 2009 e curato con G.Ruggeri il saggio di Ch. Theobald, P. Huenermann, J. Komonchak as Chi ha paura del Vaticano II?, Carocci 2009.
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Franco Motta
BIO: Franco Motta (Reggio Emilia, 15.7.1967) è ricercatore in Storia Moderna presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. Autore di bellarmino. Una teologia politica della controriforma, Brescia, Morcelliana, 2005, e curatore dell’edizione critica della Lettera a Cristina di Lorena di Galilei (Genova, Marietti, 2000)
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Isabelle Pantin
BIO: E’ Professoressa di Letteratura all ’Ecole Normale Supérieure (Scuola normale superiore), e fa parte del programma di ricerca all’Observatoire de Paris (CNRS, SYRTE), nel reparto dedicato alla storia dell’astronomia. Inoltre è Senior Research Associate nel progetto: « Diagrams, Figures and the Transformation of Astronomy , 1450–1650 » (University of Cambridge, Reparto della Storia e della Filosofia delle Scienze ). Sua specializzazione è la letteratura e cultura nel periodo iniziale della scienza moderna. Ha al suo attivo pubblicazioni sulla storia del libro scientifico, sulle illustrazioni scientifiche, sulla poesia cosmologica, e sugli inizi della teoria artistica nella Francia del diciassettesimo secolo. Ha anche preparato delle edizioni critiche e delle traduzioni del Sidereus nuncius di Galilei e del Dissertatio cum nuncio sidereo di Keplero .
ABSTRACT: Il decreto del 1616 esercitò relativamente poca influenza in Francia. In quel paese, la proibizione dei libri Copernicani fu per primo diffusa nelle Quæstiones celeberrimæ in Genesim (1623) di Mersenne, ma non fu mai ufficialmente promulgata. Il Parlamento di Parigi , che difese fermamente la libertà gallicana, non la avrebbero mai permessa. Similmente, la resistenza gallicana era contro la pubblicazione della condanna e dell’abiura di Galilei, ma con molto meno efficienza. Michel Lerner ha mostrato che la Francia fu il primo paese europeo, eccetto i Paesi Bassi , dove il testo della sentenza contro Galilei circolava in stampa (“La réception de la condamnation de Galilée en France�, in Largo Campo di Filosofare, 2001). Già all’inizio del 1634 la Gazette di Théophraste Renaudot ne dava una parafrasi condensata. Gli effetti sulla comunit à filosofica furono profondi. In Francia, il lavoro e la figura di Galilei avevano giocato un ruolo significante nella costituzione di quello che si potrebbe chiamare (forse esagerando un poco) un’idea federativa della “nuova filosofia�. Il “Caso� produsse occasioni di incomprensione e di disaccordo . Due questioni erano in ballo: per prima la questione della scelta di un sistema cosmologico, e secondo, la questione della legittimit à e di tutte le implicazioni della condanna. Il Copernicanismo era veramente stato dichiarato eretico? e, in tal caso, era valida una tale dichiarazione? Mersenne, Peiresc, Gassendi, Boulliau, Descartes ed altri presero posizioni diverse su questi argomenti , più o meno chiaramente. Inoltre, l’impatto del ‘Caso’ andò oltre le sfere dei filosofi e degli scienziati. Ne fu fatta talvolta allusione nella letteratura libertina , con diverse implicazioni. Presenterò un ipotesi sulle implicazioni di quelle differenze e divisioni.
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Mauro Pesce
BIO: (Genova, 1941) Docente e biblista italiano , dal 1987 è professore ordinario di Storia del Cristianesimo all'Università di Bologna, dove è il presidente del corso di laurea Specialistica Antropologia culturale ed Etnologia . Ha studiato a Bonn e Würzburg (1968/70) e a Gerusalemme (1972-73). È stato Visiting Scholar alla Brown University (1986 e 1990), alla Yale University (1992) Nel 1979 ha fondato l'Associazione italiana per lo studio del giudaismo e nel 1988 il Centro Interdipartimentale di studi sull 'Ebraismo e sul Cristianesimo (CISEC) dell'Università di Bologna. È coordinatore del Dottorato in Studi religiosi: Scienze sociali e studi storici sulle religioni dell'Ateneo di Bologna Negli ultimi anni è divenuto noto al pubblico per due suoi libri su Gesù: Le parole dimenticate di Ges ù (2004) e il libro-intervista Inchiesta su Ges ù (2006). È con-direttore della collana di commenti al Nuovo Testamento ideata da Peter Arzt-Grabner: Papyrologische Kommentare zum Neuen Testament , edita da Vandenhoeck und Ruprecht, Göttingen.
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Paolo Ponzio
BIO: Paolo Ponzio, (Bari, 1966). Professore associato all'Università degli Studi di Bari . Ha curato numerose edizioni e traduzioni di opere di Tommaso Campanella, tra cui l'Apologia per Galileo (1997), il Compendio di filosofia della natura (1999) e la Monarchie du Messie (2002). Autore di svariati saggi sul rapporto tra filosofia, teologia e scienza nel tardo Rinascimento, ha pubblicato Copernicanesimo e Teologia. Scrittura e Natura in Campanella, Galilei e Foscarini (1998) e Tommaso Campanella. Filosofia della natura e teoria della scienza (2001).
ABSTRACT: All’interno del contesto filosofico e teologico dell’inizio del XVII secolo e all’indomani della chiusura del Concilio di Trento che stabilisce canoni e norme dell’esegesi scritturistica, la presente relazione cercherà di stabilire, da un lato, quali siano state le tendenze teologiche maggioritarie all’interno della Chiesa di Roma, e dall’altro, le risposte teologiche all ’ipotesi di una nuova configurazione cosmologica. In questa prospettiva, i tre autori che si prenderanno in considerazione risultano emblematici da differenti punti di vista. Roberto Bellarmino, autore delle famose Disputationes de controversiis christianae fidei , negli anni d’insegnamento a Lovanio, pur non sviluppando un proprio modello cosmologico, assumerà una serie di posizioni legate a problemi astronomici, volti a salvaguardare alcuni specifici aspetti della teologia cattolica post-tridentina. Il suo programma sembra essere del tutto in linea con la teologia esegetica della Compagnia di Gesù che prevedeva un uso compatto dell’interpretazione letterale e storica della Sacra Scrittura . A differenza del gesuita , Tommaso Campanella suggerirà, all’interno della sua Apologia pro Galilaeo, l’esigenza di sviluppare una libertà del filosofare – al cui interno si esige una libertà anche nelle discipline teologiche – e una strenua difesa del “codice� della natura che svincoli la teologia dal sostenere in modo univoco l’interpretazione aristotelico-scolastica e porti a delineare una riforma del pensiero e di tutte le discipline scientifiche.
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Adriano Prosperi
BIO: (Cerreto Guidi, 1939) è uno storico italiano. Laureatosi e perfezionatosi alla Normale di Pisa, dove è stato allievo di Delio Cantimori e Armando Saitta , dopo aver insegnato Storia moderna presso l'Università della Calabria, l'Università di Bologna e l 'Università di Pisa, dal 2002 insegna Storia moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia dell'Inquisizione romana, la storia dei movimenti ereticali nell'Italia del Cinquecento, la storia delle culture e delle mentalità tra Medioevo ed et à moderna. È membro dell'Accademia dei Lincei. Ha collaborato e collabora con La Repubblica, il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni : Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, Einaudi, Torino 1996; America e Apocalisse e altri saggi, Istituti editoriali e poligrafici internazionali , Pisa-Roma 1999; Storia moderna e contemporanea , vol. I: Dalla Peste Nera alla guerra dei Trent'anni, Einaudi, Torino 2000; L'eresia del Libro Grande juegosdecoches . Storia di Giorgio Siculo e della sua setta, Feltrinelli, Milano 2000; Il Concilio di Trento. Una introduzione storica, Einaudi, Torino 2001; L'Inquisizione Romana. Letture e ricerche, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2002; Dare l’anima. Storia di un infanticidio, Einaudi, Torino 2005; Salvezza delle anime disciplina dei corpi. Un seminario sulla storia del Battesimo, a cura di A.P., Pisa, Edizioni della Normale 2006; Misericordie. Conversioni sotto il patibolo tra Medioevo ed età moderna, a cura di A.P., Pisa , Edizioni della Scuola Normale 2007; Giustizia bendata. Percorsi storici di un’immagine, Einaudi, Torino 2008.
ABSTRACT:
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Volker R. Remmert
BIO: Volker R. Remmert si è formato come matematico e storico. Insegna la storia della matematica e scienze all’Università di Mainz. Effettua ricerche principalmente nella storia delle scienze, dell’arte e della cultura nel periodo iniziale dell’Europa moderna e nella storia delle scienze matematiche in Germania nel diciannovesimo e ventesimo secolo. Tra le sue pubblicazioni, una traduzione in inglese del suo libro su Frontespizi e la Rivoluzione Scientifica (Widmung, Welterklärung und Wissenschaftslegitimierung: Titelbilder und ihre Funktionen in der Wissenschaftlichen Revolution, Wiesbaden 2005) sarà pubblicato nel 2010. I suoi recenti articoli includono: Antiquity, Nobility, and Utility: Picturing the Early Modern Mathematical Sciences, in: Robson, Eleanor/Stedall, Jacqueline (eds.): The Oxford Handbook of the History of Mathematics, Oxford 2009, pp. 537-563; a seguire: “Our mathematicians have learned and verified this“: Jesuits, biblical exegesis and the mathematical sciences in the late 16th and early 17th centuries, in: van der Meer, Jitse M./Mandelbrote, Scott H. (eds.): Nature and Scripture in the Abrahamic Religions, Leiden/Boston 2009.
ABSTRACT: Punto focale del mio discorso è sul fato storiografico di Galileo Galilei nella Germania Nazista. Ebbe un ruolo interessante nella propaganda Nazista e nella legittimazione degli obbiettivi politici Nazisti. Nel “Terzo Reich� l’esempio della condanna di Galilei da parte della Chiesa Cattolica nel 1633 diventò un simbolo della sua ingiustificata opposizione ai nuovi risultati “scientifici�, specificatamente la teoria Nazista sulla razza. Dopo che l’opposizione cattolica alla teoria Nazista sulla razza raggiunse un apice nel 1937, il caso Galilei fu trasformato in uno strumento della propaganda Nazista contro la Chiesa Cattolica.
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Pietro Redondi
BIO: Insegna Storia della Scienza nella Nuova Università di Milano - Bicocca. Fondatore della rivista History and technology, è stato direttore aggiunto del Centre Koyré di Parigi ed è a capo del progetto di ricerca Nascita di una comunità poliscientifica. Tra i libri che ha scritto o curato L'accueil des idées de sadi carnot; Science: the renaissance of a history; Alexandre Koyré. De la mystique à la science; Galileo eretico (tradotto in una dozzina di lingue e giunto alla quarta edizione italiana); Ferdinandea; La scienza, la città, la vita e storie del tempo, anch'esso tradotto.
ABSTRACT:
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UDITORI           

Al convegno possono partecipare tutte le persone a vario titolo interessate.

Registrazione: compilare il modulo e procedere al pagamento della quota di iscrizione tramite carta di credito o bonifico bancario.

Termine delle iscrizioni: fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Quota di iscrizione:

  • (per chi si iscrive entro il 15 maggio): 50 € per l’intero convegno, 20 € per una sola giornata, 40 € per due giornate.
  • (per chi si iscrive dal 15 maggio): 70 € per l’intero convegno, 30 € per una sola giornata, 60 € per due giornate.

La quota di iscrizione comprende la partecipazione alle sessioni, il materiale congressuale, l’attestato di partecipazione, i coffee break e i pranzi. La quota non comprende le spese di viaggio e di alloggio.

Dopo aver compilato il modulo e selezionato la modalità di pagamento riceverete un'email con le indicazioni per procedere al versamento della quota di iscrizione.
Una volta provveduto al pagamento della quota di iscrizione vi sarà comunicata via e-mail la conferma che consentirà l’acceso al Convegno.

In caso di disdetta, fino al 20 maggio 2009 sarà rimborsato il 50 % della quota versata.

NB: gli accreditati al Convegno avranno diritto ai posti a sedere riservati per l'Evento Inaugurale del 26 Maggio presso la Basilica di Santa Croce.

Compilando il form do il consenso al
in conformità all’ art. 10 Legge 675/1996 e art. 13 D. lgs 196/2003
   SAGGI       

L’Organizzazione del Convegno invita gli studiosi interessati a inviare contributi destinati alla sola pubblicazione negli atti del Convegno.

Gli elaborati, che dovranno incentrarsi sul caso Galileo e avere un carattere storico-filologico, potranno riguardare l'ambito scientifico, filosofico e/o teologico. Gli elaborati potranno essere prodotti in una delle tre lingue ufficiali del Convegno (italiano, inglese o francese).

Un abstract del saggio che si intende produrre, unitamente al curriculum dell'autore, dovrà essere inviato alla Segreteria del Convegno (galileo2009@stensen.org), esclusivamente in formato elettronico, entro il 31 marzo 2009. La lunghezza dell’abstract dovrà essere approssimativamente di 2000 caratteri (spazi inclusi).

Gli abstracts saranno sottoposti al giudizio inappellabile del Comitato Scientifico, che comunicherà ai candidati, tramite la Segreteria, l’esito della valutazione entro il 15 maggio 2009, e contestualmente comunicherà il termine entro cui far pervenire l’elaborato completo e le modalità redazionali da rispettare.
I contributi giudicati positivamente saranno pubblicati, previa verifica delle disponibilità finanziarie, a spese e a cura dell’organizzazione del Convegno.

       POSTER   

L’Organizzazione del Convegno invita a inviare contributi destinati alla sola affissione negli spazi in cui si svolgerà il Convegno.
I poster, che dovranno incentrarsi sul caso Galileo e avere un carattere storico-filologico, potranno riguardare l'ambito scientifico, filosofico e/o teologico. I poster potranno essere prodotti in una delle tre lingue ufficiali del Convegno (italiano, inglese o francese).

Un abstract del poster che si intende produrre, unitamente al curriculum dell'autore, dovrà essere inviato alla Segreteria del Convegno (galileo2009@stensen.org), esclusivamente in formato elettronico, entro il 15 marzo 2009. La lunghezza dell’abstract dovrà essere approssimativamente di 2000 caratteri (spazi inclusi).

Gli abstracts saranno sottoposti al giudizio inappellabile del Comitato Scientifico, che comunicherà ai candidati, tramite la Segreteria, l’esito della valutazione entro il 31 marzo 2009.

Il poster dei candidati selezionati dovrà essere prodotto entro il 30 aprile 2009 e inviato in formato pdf, con risoluzione per la stampa già predisposto e salvato. Devono essere a colori, con orientamento verticale e con il testo organizzato in paragrafi e colonne, e possono essere delle dimensioni di 59,4x82cm (A1) oppure di 29,7x42cm (A3). I poster non possono superare nel complesso le dimensioni di due pannelli di dimensione 59,4x82cm (A1).

           BORSE DI STUDIO
Sono previste borse di studio per dottorandi e ricercatori erogate in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Il bando per concorrere sarà pubblicato prossimamente.
I LUOGHI           
BASILICA DI SANTA CROCE   Piazza Santa Croce - Firenze
BASILICA DI SANTA CROCE
La Basilica di Santa Croce, fondata nel 1294, è una delle più antiche e grandiose sedi francescane. Il suo complesso comprende due chiostri, il noviziato, la sala capitolare, il refettorio (oggi sede museale che ospita opere insigni provenienti dalla chiesa e dei chiostri ). Conserva al suo interno un immenso patrimonio artistico di affreschi, polittici, splendide vetrate trecentesche, strutture architettoniche rinascimentali, inserti scultorei quattrocenteschi, opere dei maggiori maestri d'arte fiorentini. All'interno della Basilica trovano luogo le tombe e i monumenti funebri di Michelangelo, Machiavelli, Galileo, Alfieri, Foscolo e di altri importanti personaggi della cultura italiana. In particolare la tomba di Galileo - inizialmente custodita dai francescani nel chiostro laterale - venne traslata all'interno della Basilica solo nel 1737.
PALAZZO DEI CONGRESSI   Piazza Adua, 1 - Firenze
PALAZZO DEI CONGRESSI
Il Palazzo dei Congressi, che ha sede nell'ottocentesca Villa Vittoria edificata dalla famiglia Strozzi, è situato a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e dal centro storico della città. La struttura comprende - oltre allo splendido Auditorium, ristrutturato nel 2004, che può ospitare fino a 1.000 persone - anche un grande parco, un anfiteatro e una limonaia.
VILLA IL GIOELLO   Via Pian dei Giullari, 42 - Arcetri (Fi)
VILLA IL GIOELLO
La villa, le cui origini sembrano risalire al XIV Secolo e il cui nome indicava la posizione favorevole della proprietà, fu la dimora di Galileo Galilei a partire dal 1631. Nella facciata sono infatti conservati ancora oggi, in suo onore, un busto del 1843 e due lapidi del 1788 e del 1942. In seguito alla condanna del Santo Uffizio del 1633, dopo un periodo passato a Siena per sfuggire alla peste fiorentina, la Congregazione del Santo Uffizio concede allo scienziato di far ritorno al “Gioiello”. Qui Galileo terminò i suoi giorni nel 1642, assistito dal figlio Vincenzo, da Evangelista Torricelli e da Vincenzo Viviani.
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Per informazioni sul Convegno:
Tel: (+39) 055 576551 (Giuseppe Gulizia - Katia Rossi)
E-mail: galileo2009@stensen.org

Ufficio Stampa:
Antonio Pirozzi, Jacopo Storni
E-mail: ufficio.stampa@stensen.org

I giornalisti interessati a partecipare al Convegno Internazionale di Studi "Il caso Galileo" possono inviare un'e-mail al seguente indirizzo:

ufficio.stampa@stensen.org

Nell'e-mail di richiesta dovranno essere specificati:

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TELEFONO e E-MAIL
TESTATA GIORNALISTICA o FREE LANCE

In caso di conferma potranno ritirare l'accredito nei giorni del Convegno al Palazzo Congressi presso il nostro Ufficio Stampa.

Nell'area sottostante è possibile scaricare i comunicati stampa e le immagini relativi alla manifestazione.

[30-03-2009] Galileo, Napolitano at the International Congress in Florence ()
[17-03-2009] Comunicato 17 Marzo ()
[29-01-2009] Immagini ()
[29-01-2009] Cartella Stampa () ()
[29-01-2009] Press Release ()



Ufficio Stampa Stensen
Antonio Pirozzi - 339/5238132
Jacopo Storni - 335/7163225
ufficio.stampa@stensen.org
Proroga scadenza invio abstract (poster e saggi)   [25-03-2009]
Il termine per l'invio di proposte di contributi destinati all'affissione (poster) o alla pubblicazione (saggi) è stato prorogato al 15 aprile 2009.
Gli interessati sono invitati ad inviare Abstract e Cv a: galileo2009@stensen.org
Napolitano presente all'inaugurazione   [17-03-2009]
Confermata la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione dell'inaugurazione del Convegno “Il caso Galileo. Una rilettura storica, filosofica, teologica� prevista per martedì 26 maggio nella Basilica di Santa Croce (mausoleo dei sommi italiani, dove si trova la tomba di Galileo). In questa sede avranno luogo le lectiones magistrales di Nicola Cabibbo (presidente della Pontificia Accademia delle Scienze) e Paolo Rossi (Professore emerito di Storia della Scienza dell’Università degli Studi di Firenze). Oltre al Presidente della Repubblica, saranno presenti numerose autorità del mondo istituzionale italiano.
John Templeton Foundation nel Comitato Promotore   [17-03-2009]
Confermata la partecipazione della John Templeton Foundation all'interno del Comitato Promotore del Convegno Internazionale “Il Caso Galileo. Una rilettura storica, filosofica, teologica�. La Fondazione, nata nel 1987 e con sede a West Conshohocken in Pennsylvania, da sempre sostiene progetti riguardanti le Scienze Naturali e le Scienze umane, con una particolare attenzione per le grandi questioni Filosofiche e Teologiche.
Conferenza Stampa   [28-01-2009]
Domani, giovedì 29 gennaio alle ore 11.30, presso la sala stampa della Santa Sede in via della Conciliazione 54, Roma, si terrà la conferenza stampa di presentazione del Convegno internazionale di studi “Il caso Galileo. Una rilettura storica, filosofica, teologica".
L’evento verrà presentato in occasione della presentazione delle iniziative della Santa Sede ed istituzioni collegate per l’anno dell’astronomia.
Alla conferenza stampa interverranno: Arcivescovo Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, P. José G. Funes sj, Gesuita Direttore della Specola Vaticana, il professor Nicola Cabibbo, presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, il professor Paolo Rossi, Accademia dei Lincei.
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Comitato Nazionale Celebrazioni Galileiane 2009-2010
Copyright 2008 All rights reserved.
Background © NASA, ESA, and the Hubble Heritage Team (STScI/AURA)-ESA/Hubble Collaboration.