GALILEO 1609    CONVEGNO INTERNAZIONALE    CRONOLOGIA
Nell’estate del 1609 fu donato al principe di Fiandra, Maurizio di Nassau, un «occhiale, fabbricato con tale artifitio, che le cose molto lontane le faceva vedere come vicinissime».
Con queste parole, in una lettera indirizzata al cognato, Galileo descrive il curioso giocattolo che colpì la sua attenzione e che di lì a poco, una volta perfezionato, sarebbe diventato uno strumento rivoluzionario che avrebbe cambiato radicalmente la concezione dell’universo fisico e generato una nuova visione del mondo.
Galileo per primo ebbe l’intuizione di utilizzare “impropriamente” quel giocattolo e di puntarlo verso il cielo per osservare quelle cose lontanissime, le stelle e i pianeti, che da sempre hanno attirato l’attenzione e la curiosità degli uomini.

Dopo aver capito il meccanismo di funzionamento di quel giocattolo, Galileo lo riprodusse applicando due lenti alle estremità di un tubo: una lente, piatta da una parte e concava dall’altra, in cui si appoggia l’occhio e una lente, piatta da una parte e convessa dall’altra, all’estremità opposta.
Obiettivo aperto di cannocchiale in pelle, 1610, Fotografia di Franca
Principe - IMSS Firenze
Lo strumento che Galileo si costruì consentiva di ingrandire di otto volte le cose osservate, dimostrandosi così superiore a qualunque “occhialetto” proveniente dai Paesi Bassi. Il 21 agosto 1609 Galileo lo portò a Venezia per impressionare un gruppo di nobili con una dimostrazione tenuta in cima al campanile di San Marco e tre giorni dopo lo donò al doge, sottolineandone la grande utilità militare sia per la marina che per l’esercito: in caso di attacco da parte di forze esterne,  guardando attraverso lo strumento sarebbe stato possibile prevedere con un anticipo di diverse ore l’avvicinamento dei nemici e organizzare per tempo la difesa o l’eventuale contrattacco. In riconoscimento del successo scientifico ottenuto, il governo della Serenissima conferì a Galileo una posizione a vita all’Università di Padova con un salario annuo di mille fiorini.

Per sviluppare ulteriormente lo strumento ed ottenerne uno che consentisse di ingrandire gli oggetti lontani fino a trenta volte, Galileo aveva bisogno di lenti che nessun occhialaio poteva realizzare e dunque, forte della sua esperienza di costruttore ingegnoso di strumenti (aveva già costruito un compasso geometrico e militare, un termoscopio, delle calamite armate) si costruisce il “telescopio” con il quale poter osservare il cielo.

Quando utilizzò il suo strumento per osservare il cielo, tra l’autunno del 1609 e la primavera del 1610, Galileo scoprì una serie di cose che misero gradualmente e profondamente in discussione la concezione aristotelico-tolemaica dell’universo.
Galileo osservò la Luna, la via Lattea, i satelliti di Giove, Saturno “tricorporeo”, le fasi di Venere, le macchie solari.
Nel marzo del 1610 uscì a Venezia il Sidereus Nuncius, nel quale Galileo annunciava al mondo intero le prime straordinarie scoperte da lui compiute per mezzo del telescopio e forniva un esempio di moderna comunicazione scientifica.

La tradizione aristotelico-tolemaica, per la quale l’universo era diviso in due sfere di natura diversa (la sfera al di sotto della Luna, nella quale gli elementi mutano continuamente, e la sfera al di sopra della Luna, nella quale tutto è immutabile ed eterno), non era più in grado di rendere conto dei fenomeni rivelati dal telescopio di Galileo. Il cambiamento non è solo una caratteristica fisica del mondo sublunare ma anche di quello al di sopra della Luna.
GALILEO 1609    CONVEGNO INTERNAZIONALE    CRONOLOGIA
Con la risoluzione 33 C/25 dell’Assemblea Generale dell’ONU è stata accolta la proposta (avanzata dal Governo Italiano nel 2003 e adottata dall’Unesco nel 2005) di proclamare il 2009 Anno Internazionale dell’Astronomia, a memoria dei 400 anni intercorsi dal primo utilizzo astronomico del cannocchiale da parte di Galileo Galilei.

La Fondazione Niels Stensen, diretta dai padri Gesuiti di Firenze, da molti anni impegnata nell’organizzazione di iniziative di alta valenza culturale in sinergia con diverse istituzioni scolastiche, universitarie e di ricerca, nazionali ed internazionali, ha promosso, in occasione delle celebrazioni astronomiche e galileiane, l’organizzazione di un Convegno Internazionale di Studi sul “Caso Galileo” con l’intenzione di richiamare a Firenze i massimi esperti del campo per una rilettura storica, filosofica e teologica di questo caso memorabile.

L’idea di organizzare un convegno è stata favorevolmente accolta dalle istituzioni che hanno avuto un ruolo storico nella vicenda galileiana e che sono tuttora impegnate nella trasmissione del sapere concernente il “caso” aperto dalle osservazioni astronomiche effettuate da Galileo.
Ritratto di Galileo Galilei,Copia da Justus Suttermans, IMSS
Il progetto ha ottenuto il consenso e la partecipazione di 18 autorevoli Istituzioni, rappresentative di importanti settori della vita culturale e scientifica, storicamente coinvolte in una vicenda e in un evento che hanno fortemente caratterizzato l’intelligenza e la creatività italiane, innescando tuttavia tensioni mai completamente risolte nei rapporti tra la Chiesa e diversi ambiti della produzione intellettuale. Esse costituiscono il Comitato Istituzionale.

Il Comitato Scientifico, nominato su delega del Comitato Istituzionale, ha definito la struttura delle giornate di studio e ha invitato ad intervenire alcuni tra i maggiori studiosi che a vario titolo si sono occupati del “Caso Galileo” a livello internazionale.

Nelle tre giornate del Convegno, ciascuna suddivisa in due sessioni, saranno ripercorse le tappe fondamentali della vicenda galileiana e affrontati i nodi che si sono andati costituendo nel corso del tempo. Il Convegno ha l’ambizione di contribuire all’apertura di un dialogo sereno, libero e onesto tra studiosi provenienti da differenti e istituzioni e diversi ambiti disciplinari.

Il Convegno si rivolge principalmente agli studiosi di scienze umane ma anche a tutti coloro che volessero cogliere l’occasione di conoscere e approfondire il “Caso Galileo” nei suoi diversi aspetti storico, filosofici e teologici.

Inoltre, in occasione del Convegno, saranno organizzati altri eventi collaterali che offriranno al grande pubblico l’opportunità di avvicinarsi a Galileo cui spetta il merito grandioso di aver offerto agli uomini del suo tempo e a noi la possibilità di guardare con occhi nuovi le (infinite) cose (finite) che ci circondano.
GALILEO 1609    CONVEGNO INTERNAZIONALE    CRONOLOGIA
COMITATI    SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
Il Convegno rientra nelle iniziative dell’Anno internazionale dell’Astronomia ed ha ottenuto:
  • ALTO PATRONATO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
  • PATROCINIO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
  • PATROCINIO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI
COMITATO ISTITUZIONALE COMITATO SCIENTIFICO
  • Prof. Francesco Beretta (CNRS - Université de Lyon)
  • Prof. Massimo Bucciantini (Università degli Studi di Siena)
  • Prof. Michele Camerota (Università degli Studi di Cagliari)
  • Prof. Pietro De Marco (Università degli Studi di Firenze)
  • Prof. Paolo Galluzzi (Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze)
  • Prof. Stefano Miniati (Università degli Studi di Siena)
  • Prof. Paolo Ponzio (Università degli Studi di Bari)
  • Prof. Paolo Rossi (Accademia dei Lincei)
COMITATO PROMOTORE
COMITATI    SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
  • P. Ennio Brovedani sj (Presidente Fondazione Stensen)
  • Nadia Alpi (Segreteria Fondazione Stensen)
  • Michele Crocchiola (Coordinamento Generale Fondazione Stensen)
  • Giuseppe Gulizia (Gruppo Filosofi Stensen|Epoché)
  • Katia Rossi (Gruppo Filosofi Stensen|Epoché)
  • Simona Dileo (Staff Fondazione Stensen)
  • Michele Ruini (Grafico Fondazione Stensen)
  • Antonio Pirozzi (Ufficio Stampa Fondazione Stensen)
  • Jacopo Storni (Ufficio Stampa Fondazione Stensen)
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GIORNATA INAUGURALE - Martedì 26 maggio 2009 - Basilica di Santa Croce - Firenze
Pomeriggio
17.00 Lectio Magistralis   [ Paolo Rossi ]
Lectio Magistralis   [ Nicola Cabibbo ]
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L'accesso alla Basilica di Santa Croce sarà consentito sino ad esaurimento posti. Saranno riservati dei posti a sedere agli accreditati al Convengo.
"ATTENZIONE: a differenza da quanto comunicato precedentemente, l'accesso alla Basilica di Santa Croce per l'inaugurazione del Convegno (26 maggio) sarà limitato agli iscritti al Convegno e agli inviti. E' tuttavia possibile fare richiesta d'accesso inviando un'e-mail a inviti@stensen.org indicando nome e cognome e professione."
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PRIMA GIORNATA - Mercoledì 27 maggio 2009 - Palazzo dei Congressi
Mattino: I sessione: Cosmologia e teologia: la condanna anticopernicana del 1616
Presiede Cesare Vasoli
08.30 Registrazione
09.15 Apertura dei lavori
09.30 Censura ecclesiastica e filosofia naturale negli anni di Galileo   [ Vittorio Frajese ]
10.00 Il copernicanesimo e la teologia   [ Mauro Pesce ]
10.30 Coffee-break
11.00 Des nouveautés célestes aux textes sacrés   [ Maurice Clavelin ]
11.30 Teologie a confronto: Bellarmino, Campanella, Foscarini    [ Paolo Ponzio ]
12.00 The Jesuits: Transmitters of Galilean Science   [ Rivka Feldhay ]
12.30 Discussione
13.00 Pausa pranzo
 
Pomeriggio: II sessione: Il processo del 1633
Presiede Isabelle Pantin
15.00 Natura e Scrittura   [ Pietro Redondi ]
15.30 Il processo del 1633   [ Annibale Fantoli ]
16.00 I meccanismi di controllo sociale e il sistema di protezione: i Farnese di Roma e Galileo   [ Federica Favino ]
16.30 Coffee-break
17.00 “Mirabile e veramente angelica dottrina": Galileo e l'argomento di Urbano VIII   [ Luca Bianchi ]
17.30 Discussione
18.30 Chiusura dei lavori
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SECONDA GIORNATA - Giovedì 28 maggio 2009 - Palazzo dei Congressi
Mattino: I sessione: La genesi del caso Galileo I
Presiede Maurice Clavelin
08.30 Registrazione
09.15 Apertura dei lavori
09.30 il "Caso Galileo" nella cultura italiana  del ‘600   [ Franco Motta ]
10.00 il "Caso Galileo" nella cultura inglese del ‘600   [ Franco Giudice ]
10.30 Coffee-break
11.00 Les premiers effets de ‘l’affaire Galilée’ chez les libertins et philosophes français   [ Isabelle Pantin ]
11.30 Galileo as the unpunished artist. Peiresc’s argumen   [ Horst Bredekamp ]
12.00 Galileo e l’accomodatio copernicana   [ Michele Camerota ]
12.30 Discussione
13.00 Pausa pranzo
 
Pomeriggio: II sessione: La genesi del caso Galileo II
Presiede Michele Ciliberto
15.00 Il "caso Galileo" e la riflessione teologica   [ Jean-Robert Armogathe ]
15.30 L'attività scientifica nell'ottica dei censori ecclesiastici, dalla Licet ab initio (1542) alla Sollicita ac provida (1753)   [ Ugo Baldini ]
16.00 L’Illuminismo e il "caso Galileo"   [ Vincenzo Ferrone ]
16.30 Coffee-break
17.00 Il "caso Galileo" e il Sant'Uffizio 1820-1822 : fine della controversia?
Francesco Beretta ]
17.30 Discussione
18.30 Chiusura dei lavori
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TERZA GIORNATA - Venerdì 29 maggio 2009 - Palazzo dei Congressi
Mattino: I sessione: Il caso Galileo tra Otto e Novecento
Presiede Sergio Givone
08.30 Registrazione
09.15 Apertura dei lavori
09.30 Galileo e Bruno “martiri del libero pensiero”   [ Michele Ciliberto ]
10.00 Galileo e le passioni del Risorgimento   [ Massimo Bucciantini ]
10.30 Coffee-break
11.00 il "Caso Galileo" ed i neotomisti dell’Ottocento   [ Luciano Malusa ]
11.30 The "Galileo Affair" and the “question biblique”   [ Claus Arnold ]
12.00 La représentation de Galilée dans la peinture du XIXe siècle   [ François de Vergnette ]
12.30 Discussione
13.00 Pausa pranzo
 
Pomeriggio: II sessione: Dal Concilio Vaticano II alla “riabilitazione” del 1992
Presiede Jean-Robert Armogathe
15.00 Galilée et Bellarmin entre Duhem et Feyerabend   [ Jean-François Stoffel ]
15.30 Galileo during the Nazi Time   [ Volker R. Remmert ]
16.00 Il Vaticano II, Paschini e Galileo   [ Alberto Melloni ]
16.30 Coffee-break
17.00 Galileo judged: Urban VIII to John Paul II   [ George Coyne ]
17.30 Discussione
18.30 Chiusura dei lavori
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EVENTO CONCLUSIVO - Sabato 30 maggio 2009 - Villa “il Gioiello” (casa di Galileo) - Arcetri
Galileo Oggi
10.30 Evandro Agazzi ]
Paolo Galluzzi ]
Paolo Prodi ]
Adriano Prosperi ]
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RELATORI
Evandro Agazzi
BIO: (Bergamo, 1934). Compiuti gli studi di filosofia presso l'Università Cattolica di Milano e di fisica presso la Statale della stessa città, si è perfezionato a Oxford, a Marburg e a Münster. Nel 1963 ha conseguito la libera docenza in Filosofia della Scienza e nel l966 in Logica Matematica. Ha insegnato presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Genova, la Scuola Normale Superiore di Pisa e la Cattolica di Milano. Dal 1970 è stato professore ordinario di Filosofia della Scienza e dal 1983 di Filosofia Teoretica presso l'Università di Genova, di cui è ora professore emerito. Dal 1979 al 1986 ha pure tenuto la cattedra di Antropologia Filosofica, Filosofia della Scienza e Filosofia della Natura presso l'Università di Friburgo in Svizzera. È stato professore invitato nelle Università di Berna, Ginevra, Düsseldorf, Pittsburgh e Stanford ed è dottore honoris causa delle Università argentine di Cordoba, Santiago del Estero, Cuyo-Mendoza, dell’Università Ricardo Palma di Lima e dell’Università di Urbino. Ha presieduto la Società filosofica italiana, la Società Italiana di Logica e Filosofia delle Scienze, la Società Svizzera di Logica e Filosofia delle Scienze e la Federazione Internazionale delle Società filosofiche, l’Institut International de Philosophie. Di queste ultime due istituzioni è ora presidente onorario. Attualmente è presidente dell'Académie Internationale de Philosophie des Sciences. Bioetica. Tra le sue opere (oltre 70 volumi e 800 articoli) si segnalano: Temi e problemi di filosofia della fisica, 1969; (con L. Geymonat e F. Minazzi) Filosofia, scienza e verità, l989; La logica simbolica, 1990; Il bene, il male, la scienza, 1992; Cultura scientifica e interdisciplinarità 1994; Filosofia della natura, scienza e cosmologia, 1995; Le geometrie non euclidee e i fondamenti della geometria, 1998; Paideia verità educazione, 1999; (con F. Minazzi) Science and Ethics. The Axiological Contexts of Science, 2008; Time in the Different Scientific Approaches/Le temps appréhendé à travers diffèrentes disciplines, 2008; Scienza (intervista di Giuseppe Bertagna), 2008; Le rivoluzioni scientifiche e il mondo moderno, 2008.
DOWNLOAD: BIO
PAGINA PERSONALE: Evandro Agazzi
Jean-Robert Armogathe
BIO: È Directeur d’études di Storia delle idee religiose e scientifiche nell’Europa moderna all’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi. Membro dell’Accademia internazionale di storia e filosofia delle scienze, sacerdote della Diocesi di Parigi, è redattore della rivista «Communio». In Italia è membro del Comitato scientifico del Centro per lo studio di Descartes e della filosofia del Seicento presso l’Università di Lecce e della Commissione dottorale della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Roma “La Sapienza”. Nelle sue opere ha indagato la genesi e lo sviluppo del pensiero filosofico e teologico in età moderna, con particolare riguardo al cartesianesimo. Tra le sue opere recenti: Monde médiéval et société chartraine (a cura di, Paris 1997); Raison d’Eglise (Paris 2001); Divine Trinité (Paris 2001); Bibliographie cartésienne (1960-1996) (a cura di, Lecce 2003); L’Antéchrist à l’âge classique: exégèse et politique (Paris 2004; trad. it. L’Anticristo nell’età moderna. Esegesi e politica)
ABSTRACT: Quali sono state le consequenze della condanna di Galileo nel panorama teologico cattolico del Seicento? Si poteva mettere in dubbio la competenza della Congregazione in materia di filosofia (naturale), e quindi giudicare l’assurdità e la falsità delle due sue proposizioni, e, nella discussione, delineare gli ambiti di competenza della censura teologica. Oppure si poteva mettere in discussione la lettura della Santa Scrittura, a partire dalla quale le proposizioni vengono rispettivamente classificate come formalmente eretica e ad minus erronea in fide. Purtroppo, scorrendo la letteratura del tempo, ci si rende conto che né l’uno, né l’altro è stato assunto come centrale nella discussione teologica. Né la competenza della Commissione dei Cardinali, né la loro ermeneutica sono state messe in discussione. Gran parte delle controversie hanno riguardato lo statuto giuridico del testo della condanna e la legitimità della sua recezione. Anche nel caso di Galileo, infatti, come spesso nel Seiconto, la controversia teologica ha assunto la forma di un dibattito canonico in cui non si discuteva tanto il contenuto della condanna quanto le modalità della decisione. La mia lettura che segue da una parte la dettagliata analisi del Caramuel (1653), dall’altra le opposizioni sollevate nei confronti della pubblicazione della condanna, specialmente in Francia: a Parigi il dibattito si accende, infatti, nel 1663, quando la sentenza dell’Inquisizione viene menzionata in una tesi difesa nel Collegio di Clermont. Attraverso questa griglia appare come la ricezione della condanna incontra una resistenza non tanto dal punto di visto esegetico e teologico, quanto strettamente canonico: Index non viget in Gallia.
DOWNLOAD: BIO/ABSTRACT
Claus Arnold
BIO: (Ravensburg, württemberg, 1965) dottore in teologia, si forma a Tubinga e a Oxford. Ottiene la libera docenza nel 2002/03 in Storia della Chiesa. Ha insegnato alla Facoltà Teologica Cattolica di Münster e attualmente insegna Storia della Chiesa nel dipartimento di Teologia Cattolica della Goethe-Universität. Autore di Grenzen der theologischen konfessionalisierung (Römische inquisition und indexkongregation bd. 10, 2008) e di Antimodernismo e magistero romano: la redazione della pascendi, in «rivista di storia del cristianesimo», 5/2.
ABSTRACT: E stato ritenuto che l’enciclica “Providentissimus Deus” del Papa Leo XIII (1893) abbia implicitamente preso argomenti dalle lettere di Galileo a Castelli ed a Cristina (rif. M. A. Finocchiaro, Retrying Galileo, 1633-1992, 2005, pp. 263-266). La “questione biblica” che si profilava dietro “Providentissimus” raggiunse una nuova crisi a partire dal 1900 quando le Congregazioni Romane dell’Indice e l’Inquisizione si occupavano del caso di Alfred Loisy, che alla fine fu scomunicato nel 1908. Quest’intervento esplorerà fino a che punto il caso Galileo fu implicitamente ed esplicitamente presente nelle discussioni interne curiali sull’esegesi di Loisy.
DOWNLOAD: BIO/ABSTRACT
Ugo Baldini
BIO: (Capoliveri – Isola d’Elba- 1943). Professore ordinario di Storia moderna nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Padova, si occupa di storia della scienza in Italia dal tardo Cinquecento al primo Ottocente. Ha in particolare approfondito l’attività scientifica della Compagnia di Gesù fino alla soppressione del 1773. Autore di circa 200 pubblicazioni, tra le quali il saggio La scuola galileiana nel v. III degli Annali della Storia d’Italia Einaudi e i volumi: Legem impone subactis. Studi su filosofia e scienza dei Gesuiti in Italia (Chieti 1992); Saggi sulla cultura della Compagnia di Gesù (Padova 2000). Ha scritto la «voce» GALILEI Galileo per il Dizionario Biografico degli Italiani, edito dall'Istituto della Enciclopedia Italiana, e curato la raccolta di saggi di più autori Christoph Clavius e l'attività scientifica dei Gesuiti nell'età di Galileo (1995).
ABSTRACT:
DOWNLOAD: BIO/ABSTRACT
Francesco Beretta
BIO: E' ricercatore al CNRS (Laboratoire de recherche historique Rhône-Alpes, Lyon). Ha insegnato presso le Università di Friburgo (Svizzera) e Losanna, all’Ecole pratique des hautes études e all’Ecole des hautes études en sciences sociales a Parigi. Il suo campo di ricerca comprende la produzione d'ortodossia nel mondo intellettuale cattolico, in epoca moderna e contemporanea, e l'informatica umanistica. Ha pubblicato fra l'altro Monseigneur d'Hulst et la science chrétienne. Portrait d'un intellectuel, Paris, Beauchesne, 1996; (dir.), Galilée en procès, Galilée réhabilité?, Saint-Maurice, Editions Saint-Augustin, 2005; «Orthodoxie philosophique et Inquisition romaine au 16e-17e siècles. Un essai d’interprétation », Historia philosophica 3(2005), 67-96.
ABSTRACT: Con due decreti, rispettivamente del 1820 e del 1822, la congregazione del Sant'Uffizio decideva di permettere ormai la pubblicazione senza restrizioni delle opere che affermavano la realtà del sistema del mondo eliocentrico. Tali decreti furono preceduti da ampi dibattiti in seno agli organismi censori romani sull'opportunità e sulla necessità di tale decisione. L'intervento si propone di analizzare i documenti, in gran parte editi, prodotti in questa occasione e di situare le differenti posizioni nel contesto del mondo intellettuale del tempo. Ciò permetterà di comprendere perché né tali decreti, né il ritiro del Dialogo di Galileo dall'Indice, nel 1835, rappresentarono una 'chiusura' del caso Galilei – destinato a riaprirsi a proposito di altri temi, quali la storicità della Bibbia o il darwinismo, fino al Novecento.
DOWNLOAD: BIO/ABSTRACT
Luca Bianchi
BIO: Luca Bianchi è professore ordinario di Storia della Filosofia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale (Vercelli); ha insegnato anche all’Università di Padova e, come professore invitato, presso l’Université de Lausanne (2002), l’Université de Fribourg (2003) e l’Ecole pratique des hautes études di Parigi (1996 e 2005). Specialista della tradizione aristotelica e ‘averroista’, ha dedicato numerosi studi alla filosofia naturale, all’etica e alle censure dottrinali fra medioevo e rinascimento. Fra i suoi libri più recenti: Censure et liberté intellectuelle à l’université de paris (xiiie - xive siècles), Les belles lettres, Paris 1999; Studi sull’aristotelismo del rinascimento, Il poligrafo, Padova 2003; Pour une histoire de la “double vérité”, Vrin, Paris 2008.
ABSTRACT: È noto che, durante le complesse trattative per ottenere l’autorizzazione a stampare il dialogo, Galileo ricevette dal maestro del Sacro Palazzo l’ordine di inserirvi la “medicina del fine”, cioè l’argomento fondato sulla nozione di onnipotenza divina che Urbano VIII aveva formulato contro l’ipotesi copernicana. E’ altrettanto noto che il modo in cui Galileo trattò quest’obiezione del pontefice, che gli era stata personalmente comunicata sin dal 1616, giocò un ruolo rilevante nel processo del 1633. Ma quale era il giudizio di Galileo nei confronti di quest’obiezione? Vi sono, nel dialogo o in altri testi galileiani, spunti che ci consentano di capirlo? E come bisogna intendere l’enigmatica risposta di salviati, che gli storici hanno valutato in modi profondamente divergenti? E’ vero, come alcuni pensano, che galileo mostra qui di condividere, per convinzione o per prudenza, l’obiezione del pontefice? E’ vero, come invece ritengono altri, che il testo tradisce una punta di ironia, o addirittura di sarcasmo? Nel mio intervento cercherò una risposta a questi interrogativi, proponendo una lettura alternativa di questo controverso passo galileiano a partire da una attenta analisi delle sue fonti, esplicite ed implicite.
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PAGINA PERSONALE: Luca Bianchi
Massimo Bucciantini
BIO: Massimo Bucciantini insegna Storia della scienza all'Università di Siena-Arezzo. Tra le sue pubblicazioni: Contro Galileo: alle origini dell'affaire (Olschki 1995), Galileo e Keplero. Filosofia, cosmologia e teologia nell'Età della Controriforma (Einaudi 2003, Les Belles Lettres 2008), Italo Calvino e la scienza (Donzelli 2007). Insieme a Michele Camerota dirige la rivista "Galilaeana. Journal of Galilean Studies".
ABSTRACT: Negli anni 1820-1870 la questione galileiana era più viva che mai e si intrecciava alle tormentate vicende politiche italiane. Galileo patriota, Galileo combattente coraggioso per la verità e per la libertà, Galileo vittima dei "condensatori di tenebre", di coloro cioè che avevano spento ogni vita intellettuale e morale in Italia. Una storia 'militante' che attende ancora di essere ricostruita e raccontata nei suoi particolari, fatta di continui colpi di scena e di vicende ancora poco note.
DOWNLOAD: BIO/ABSTRACT
PAGINA PERSONALE: Massimo Bucciantini
Nicola Cabibbo
BIO: (Roma, 1935) Fisico italiano noto per l'introduzione nella fisica delle particelle dell'angolo di Cabibbo. I suoi studi sull'interazione debole, nati per spiegare il comportamento delle particelle strane, hanno permesso, grazie all'ampliamento dell'idea originaria da lui proposta nel 1963, di formulare l'ipotesi dell'esistenza di almeno tre famiglie di quark. Questa ipotesi fu utilizzata per spiegare, grazie all'introduzione della Matrice CKM, la violazione della simmetria CP. Attualmente è professore ordinario di fisica delle particelle elementari all'Università la Sapienza di Roma, città in cui vive e conduce le sue ricerche focalizzate sullo studio della QCD su reticolo e sulla progettazione di array di computer, nell'ambito del progetto APEnext, in grado di eseguire i calcoli richiesti dalla teoria. Nella sua qualità di Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, l'istituzione che ha il compito di consigliare il Pontefice cattolico su tutte le tematiche scientifiche, è intervenuto in diverse occasioni nei dibattiti etici e in quelli sul rapporto fra fede e scienza.
DOWNLOAD: BIO
Michele Camerota
BIO: Insegna Storia della Scienza allUuniversità di Cagliari. È autore di diversi studi sulla cultura scientifica della prima età moderna, tra cui Gli scritti ‘de motu antiquiora’ di Galileo Galilei: il ms. Gal. 71. Un’analisi storico-critica (Cagliari, cuec, 1992), All’alba della scienza galileiana. Michel varro e il suo ‘de motu tractatus’ (con m.o. Helbing, Cagliari, cuec, 2000), Galileo e il parnaso tychonico (con o. Besomi, Firenze, Olschki, 2000), Galileo Galilei e la cultura scientifica nell'età della controriforma (Roma, Salerno, 2004). Ha recentemente redatto la voce “Galileo Galilei” per il New dictionary of scientific biography. Insieme a Massimo Bucciantini dirige la rivista Galilaeana. Journal of galilean studies.
ABSTRACT: La tesi secondo cui, nel parlare delle questioni attinenti al dominio puramente naturale, la scrittura si “accomoda” (cioè si conforma) al limitato intendimento degli incolti e alle concezioni tipiche del senso comune rappresentò, nella prima età moderna, un leitmotiv nella discussione dei rapporti tra scienza astronomica e testi sacri, così come sviluppata dagli autori filo-copernicani. In effetti, a partire dal “discepolo” diretto di Copernico, Georg jJachim Rheticus, i difensori del sistema copernicano (da Giordano Bruno a Christoph Rothmann, a Johannes Kepler) avanzarono pressoché tutti – pur con significative differenze di accenti – l’idea (risalente almeno a Sant’Agostino) di un’esposizione biblica che si adatta alla mentalità e alla capacità di comprensione del popolo. L’aspetto più significativo della ripresa operata da galileo del cosiddetto “principio dell’accomodamento” (o accomodatio) risiede nella sua contestualizzazione all’interno di una strategia complessiva tesa a definire una netta separazione tra ricerca scientifica e dogma religioso. Tale strategia si fonda eminentemente sul riconoscimento delle peculiarità proprie delle due diverse forme di espressione del verbo divino: la scrittura e la natura. Nel caso di quest’ultima, il complesso dei fenomeni naturali costituisce – a giudizio di galileo – un linguaggio di “cose” e di eventi, retto da una norma istitutiva di effettualità e sottoposto, pertanto, al vincolo della inderogabilità delle sue formulazioni. Il verbo divino assume, infatti, in naturalibus i tratti di un “discorso” «inesorabile e immutabile e nulla curante che le sue recondite ragioni e modi d’operare sieno o non sieno esposti alla capacità de gli uomini». Di contro, invece, nella prospettiva galileiana il linguaggio della scrittura si qualifica come un linguaggio di parola, legato, come ogni linguaggio verbale, a convenzione. Proprio in forza di tale convenzionalità, nelle espressioni scritturali il significante ammette e, anzi, talvolta, richiede una interpretazione che vada oltre l’immediatezza letterale, e capace, dunque, se del caso, di considerare l’esigenza di un suo “accomodarsi” al senso comune e al ridotto discernimento del “volgo”. La nostra relazione cercherà di cogliere le peculiarità dell’accomodatio così come venne formulata da galileo, investigando le connessioni con il più generale quadro di riferimento della sua prospettiva ermeneutica e tentando di individuare le fonti e le suggestioni da cui prese avvio il discorso dello scienziato pisano.
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Maurice Clavelin
BIO: È professore emerito alla Sorbona dove ha tenuto, dal 1971 al 1995, la cattedra di Storia della Scienza e Filosofia della Scienza. Tra le sue pubblicazioni: Galilée copernicien (2004), Le relativisme est-il résistible? (con R. Boudon, 1994), La philosophie naturelle de galilée (1968, riedito 1996), 'Discours et démonstrations mathématiques' de Galilée (traduzione commentata, 1970, riedito 1995), oltre a vari lavori su questioni di storia della scienza e filosofia della conoscenza contemporanea.
ABSTRACT: Lo scopo di questa conferenza è di ricostituire – dal punto di vista della Storia della Scienza – le precise ragioni che portarono Galilei, a seguito delle spettacolari scoperte degli anni 1609-1612, a insistere appassionatamente per un confronto libero tra le cosmologie geocentriche ed eliocentriche, e, in un secondo tempo, ad intraprendere un exegesi di alcuni cruciali testi biblici. La prima parte della conferenza evidenzierà le conseguenze che queste scoperte comportarono rispettivamente per il geocentrismo e per l’eliocentrismo; in breve: la perdita del loro sostegno fisico-filosofico tradizionale per il primo, il guadagno di una notevole rilevanza empirica per il secondo. E quindi, il problema: come salvare il geocentrismo una volta che la sua base cosmologica fosse stata screditata? La seconda parte analizzerà come Galilei si sforzò per neutralizzare l’appello dei teologi a quei testi della Scrittura nei quali il moto veniva chiaramente attribuito al Sole; si presterà un’attenzione particolare all’argomento sviluppato nella lettera alla Gran Duchessa Cristina con lo scopo di dimostrare l’irrilevanza fisica del più rinominato di questi testi: il testo in cui si legge che il Sole fu fermato da Giosué. Infine, ci soffermeremo sulle conseguenze dei decreti del 1616 per la dottrina geocentrica stessa. Si dimostrerà che il geocentrismo del post 1616 non è in nessun modo, cosmologicamente parlando, una semplice continuazione dell’antico geocentrismo.
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George Coyne sj
BIO: (Baltimore, Maryland, 1933). Si laurea in matematica e in filosofia alla Fordham University, New York City, nel 1958. Consegue il dottorato in Astronomia alla Georgetown University nel 1962. Nel 1976 è Senior Research Fellow al Lunar e Planetary Laboratory (LPL) della University of Arizona (UA). In seguito è direttore del UA's Catalina Observatory e Direttore associato del LPL. Nel 1979- 80 è Acting Director del UA Steward Observatory adjunct professor nel UA Astronomy Department. Dal 1978 al 2006 è direttore della Specola Vaticana, di cui oggi è direttore emerito e presidente della Fondazione. Tra le sue recenti pubblicazioni: Faith and knowledge toward a new meeting of science and theology (2007) e, con E. Boncinelli, L'universo e il senso della vita. Un ateo e un credente: due uomini di scienza a confronto (2008).
ABSTRACT: Il 31 ottobre 1992, Giovanni Paolo II, in un’allocuzione alla Pontificia Accademia delle Scienze, disse che una delle lezioni del Caso Galilei è che adesso abbiamo una più corretta comprensione dell’autorità che è propria della Chiesa e che: “Dal caso Galilei si può trarre una lezione applicabile anche a noi contemporanei, in considerazione di analoghe situazioni che oggi si presentano e che potrebbero presentarsi nel futuro.” Solo 350 anni prima, il Papa Urbano VIII dichiarò che Galilei si era incolpato da solo di un “opinione molto falsa e molto erronea e che aveva provocato uno scandalo per tutto il mondo Cristiano.” Il contrasto fra questi due giudizi ufficiali della Chiesa su Galilei, separati da un periodo di 350 anni, è enorme. La domanda è: Che cosa si può prevedere per i prossimi 350 anni? Lo scopo del mio saggio non è solo accademico; esso tenta di presentare un giudizio sul passato e sul presente con uno sguardo sul futuro
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François De Vergnette
BIO: Ricercatore di Storia dell’Arte Conpemporanea all’Università di Lyon III – Jean Moulin e membro dell’UMR 5190 (Larhra-Resea, Laboratory of Rhone - Alps History Research). Ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca all’Università di Paris X - Nanterre con una tesi consacrata al pittore di storia francese Jean-Paul Laurens (1838-1921). Le sue ricerche e pubblicazioni vertono sulla rappresentazione della storia nella pittura francese del XIX secolo, sui legami tra questa e la storiografia, sulla pittura monumentale e sulla critica d’arte. È membro dell'Équipe Religions Sociétés et Acculturations.
ABSTRACT:
Nel XIX secolo, l’iconografia dipinta di Galileo diventa importante. Essa è l’eco dei dibattiti storiografici e ideologici. In una visione romantica e anticlericale, i pittori privilegiavano la vittima dell’Inquisizione, all’epoca del processo davanti ai suoi giudici (specialmente Robert Fleury nel quadro più famoso del XIX secolo dedicato all’astronomo, che è conservato al museo del Louvre), o in prigione, le catene ai piedi, spesso in pendant con l’altro grande scopritore dell’epoca moderna, Cristoforo Colombo, anch’egli imprigionato. Galileo incatenato figura ancora nelle grandi sintesi storiche care ai pittori del XIX secolo in Francia e in Germania. In Francia, sotto il Secondo Impero, nel 1867, un pittore ultramondano, Charles Müller, risponde a questa iconografia anticlericale tramite una rappresentazione, che si voleva più seria storicamente, di Galileo in una prigione meno gravosa, il Palazzo dell’arcivescovo di Siena. Si trovano ugualmente delle immagini, più neutre ideologicamente, di Galileo scienziato, mentre presenta il suo telescopio al doge, o mentre osserva gli astri. Analizzerò le fonti scritte di queste opere, la ricezione di queste tele nella critica d’arte, le rappresentazioni di Galileo utilizzate in particolare nell’ambito dei dibattiti sull’insegnamento. La comparazione tra questa iconografia pittorica e la rappresentazione di Galileo nei libri scolastici della fine del XIX secolo chiuderà il mio intervento.
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Annibale Fantoli
BIO: È nato a Tripoli (Libia) nel 1924. Si è laureato all'Università "La Sapienza" di Roma con una tesi in astronomia pubblicata dall'Accademia dei Lincei e in Filosofia e Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana. Dal 1960 al 1991 ha insegnato Storia e Filosofia della Scienza presso varie università giapponesi. È autore di numerose pubblicazioni, molte delle quali in giapponese, prevalentemente su argomenti galileiani. E' anche autore del libro Galileo per il copernicanesimo e per la Chiesa, tradotto in sette lingue; Il caso galileo e di una storia dell'idea dell'idea della vita extraterrestre (Gli extraterrestri). Dal 1991 vive con la famiglia a Victoria, British Columbia (Canada) nella cui università è attualmente Adjunct Professor.
ABSTRACT: Il processo di Galileo, uno dei più importanti del secolo XVII, se non di tutta la storia del pensiero europeo, non cessa di essere al centro delle ricerche storiche concernenti i rapporti tra la nascente scienza moderna e la chiesa cattolica. In questa mia relazione mi propongo di esaminare i motivi per cui Galileo fu processato e condannato all'abiura per "veemente sospetto di eresia". A tale scopo considererò le seguenti questioni. 1) che parte Urbano VIII aveva avuto nel progetto galileiano del dialogo? Era egli al corrente del precetto comunicato da Bellarmino a Galileo nel febbraio 1616? Fino a che punto era stato responsabile della concessione dell' imprimatur per il libro? Perché sentì "raggirato" dallo scienziato con la pubblicazione del dialogo? Che peso ebbe, nella sua indignazione, la messa in bocca di Simplicio del suo argomento teologico che escludeva la possibilità di un prova fisica del Copernicanesimo? 2) che ruolo ebbe la "scoperta" del documento con l'ingiunzione di Segizzi nella decisione di convocare galileo al S. Uffizio? Che credibilità ha la tesi della falsificazione del documento, compiuta a tale scopo nel 1632? 3) il risultato del primo interrogatorio e il significato della successiva iniziativa extra-processuale del commissario maculano. Fu, quest'ultima, un puro espediente inquisitoriale, allo scopo di ottenere la confessione di Galileo? 4) il motivo ultimo della condanna. Considererò in proposito due interpretazioni differenti, proposte in questi ultimi anni. A) secondo Beretta (1999), la condanna fu il risultato dell'uso del sommario del processo da parte di Urbano VIII per giustificare la sua determinazione magistrale. Essa chiariva autoritativamente l'ambiguità presente nel decreto della Congregazione dell'Indice (1616). In base a tale determinazione, Galileo risultava colpevole di avere sostenuto una tesi erronea nella fede e perciò - come veementemente sospetto di eresia - obbligato ad abiurarla. B) secondo Speller (2008), essa fu il risultato di un compromesso, fra una fazione cardinalizia capeggiata dallo stesso Urbano VIII, che avrebbe voluto la condanna di Galileo per eresia formale (causata dal suo pratico rifiuto dell'argomento dell'onnipotenza divina), con il carcere perpetuo nelle prigioni del S. Uffizio come risultato e una fazione cardinalizia più moderata, capeggiata da Francesco Barberini. 5) conclusione: fu la condanna valida, dal punto di vista giuridico?
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Federica Favino
BIO: Federica Favino è dottore in Filosofia (Università di Roma La Sapienza) e dottore di ricerca in Storia della Società Europea (Università di Napoli Federico II – VIII ciclo). È stata ricercatrice a contratto presso l’Istituto Universitario Suor Orsola Benincasa di Napoli (2000-2004), Jean François Malle Fellow presso The Harvard University Center for Italian Renaissance Studied – Villa I Tatti di Firenze (2004-2005) e Marie Curie Intra-European Fellow presso il Centre A. Koyré – CNRS di Parigi (2005-2007). Attualmente è Marie Curie - European Reintegration Grant Fellow presso il Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea dell’Università di Roma La Sapienza e insegna Storia della scienza e della tecnica presso la Facoltà di Studi Orientali della medesima Università. È autrice di numerosi saggi su Giovanni Battista Ciampoli, sull’insegnamento della scienza nell’università e nei collegi degli ordini religiosi romani, sulla diffusione della nuova scienza negli ambienti della curia e della corte romana tra 17° e 18° secolo.
ABSTRACT: Ove si eccettui il caso particolarissimo della famiglia Cesi, assai poco si è indagato sulla fortuna che la figura e l’opera di Galileo incontrarono presso la società aristocratica romana a lui contemporanea. Da una parte, la curiosità nei confronti del telescopio e le osservazioni astronomiche che esso aveva reso possibili andavano ad arricchire l’orizzonte culturale di un pubblico sì capriccioso e mutevole, ma non per questo del tutto impermeabile ai dubbi che quelle stesse osservazioni sollevavano sul sistema di sapere al quale anche l’élite romana era stata educata. Dalla parte di Galileo, il successo così acquisito diveniva non solo un amplificatore di fama e di consensi ma anche uno strumento capace di attivare potenti protezioni che si rivelarono importanti in alcuni momenti critici della sua battaglia in favore del copernicanesimo. Il contributo intende esaminare questa dinamica in atto in una gruppo determinato – il «clan» romano dei Farnese, ovvero quel gruppo di famiglie romane legate da parentele e fedeltà ai duchi di Parma fin dai tempi di Paolo III – e in un momento preciso della biografia galileiana – il periodo felice che intercorre tra il viaggio a Roma del 1610 e il primo processo. Guardare alla scala della «micro-politica» locale consente di restituire fatti e personaggi anche ben noti alla storiografia galileiana ad un contesto in cui essi non furono un’eccezione e Galileo non fu una moda passeggera.
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PAGINA PERSONALE: Federica Favino
Rivka Feldhay
BIO: Rivka Feldhay insegna Storia delle Scienze e Storia Intellettuale all’Università di Tel Aviv. Negli anni 1997-2003 è stata direttrice dell’Istituto Cohn per Storia e Filosofia delle Scienze e delle Idee. Lo scorso autunno ha vinto il concorso per la fondazione del Centro Mierva per Studi Umanistici all’Università di Tel Aviv. Fra le sue pubblicazioni: R. Feldhay, Galileo and the Church: Political Inquisition or Critical Dialogue? Cambridge University Press 1995; R. Feldhay, “Recent Narratives of Galileo and the Church or: The Three Dogmas of the Counter-Reformation”, Science in Context (2000), 13: 4, pp. 489-509; R. Feldhay,“Religion”, in The Cambridge History of Science, vol. 3. Part IV. Cultural Meanings of Natural Knowledge, a cura di K. Park & L. Daston, Cambridge 2006.
ABSTRACT: In qualità di storica che da tanti anni lavora nel campo della scienza e della religione, ho imparato quanto, nell’immaginazione popolare, i Gesuiti siano stati percepiti come ostili alla nuova scienza emergente del 17° secolo, ed in particolare alla scienza di Galileo. La tendenza ad etichettare un collettivo con un’immagine è, certamente, naturale ed umana direi, ma anche troppo umana. Il problema è che tale immagini finiscono con l’occludere alcuni aspetti molto importanti della scienza nel 17° secolo. In tanti sensi, il pregiudizio contro i Gesuiti si è sviluppato dal trauma culturale del processo a Galileo. In tempi moderni, questo trauma collettivo è stato interpretato nella forma di una dicotomia netta fra gli “antichi” ed i moderni”. Tale dicotomie impediscono la ricerca invece di promuoverla. Ciò che spesso viene dimenticato è che fra il 16° e il 18° secolo, per più di 200 anni, la maggior parte dell’élite Cattolica e gli scienziati cattolici in particolare, furono istruiti e socializzarono in delle scuole Gesuite. I gesuiti erano responsabili dell’educazione per più di 200.000 bambini ed adolescenti ogni anno, e resero figure come Torricelli, Descartes, Mersenne,Fontenelle, Laplace, Volta, Diderot, Helvétius, Condorcet, Turgot, Voltaire, Vico, e Muratori, per citarne solo alcuni (Feingold 2003, p. 38). Mio scopo questa sera sarà di raccontare una storia diversa per quanto riguarda i gesuiti. Sosterrò che la missione religiosa dei Gesuiti non era contro la scienza. Al contrario, era proprio la missione religiosa che li spinse ad esplorare, ad insegnare, a criticare ed a discutere le idee di quei "savants" identificati con i "moderni". Quindi, ciò che adesso chiamiamo "scienza" e che i Gesuiti chiamarono "fisica-matematica" – l’esplorazione di fenomeni fisici con i metodi matematici – teneva un posto centrale e molto importante nell’insegnamento dei Gesuiti. Nel contesto del sistema scolastico Gesuita, comunque, nuove idee furono presentate in una forma che pare estranea alla nostra concezione moderna della scienza. Non era alieno, sostengo, alle pratiche storiche di Kepler, Galileo e Descartes
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Vincenzo Ferrone
BIO: (Lucera, FG, 1954). Ordinario di Storia moderna all’Università di Torino. È stato borsista presso la Clark Memorial Library, UCLA, Los Angeles nel 1985 e direttore di ricerca presso la Maison de l'Homme di Parigi nel 1995. È stato inoltre professeur invité all’Institut d'Histoire Moderne et Contemporaine (CNRS) nel 1995-96, all’Ècole Normale Supérieure nel 1998 e al Collège de France nel 2000. È studioso di storia della cultura europea del XVII e XVIII secolo. Ha pubblicato: Scienza, natura, religione. Mondo newtoniano e cultura italiana nel primo Settecento (1982), I profeti dell'illuminismo (2000), L'illuminismo nella cultura contemporanea (2002), La società giusta ed equa. Repubblicanesimo e diritti dell'uomo in Gaetano Filangieri (2005), Una scienza per l'uomo. Illuminismo e rivoluzione scientifica nell'Europa del Settecento (2007).
ABSTRACT: Obiettivo della comunicazione è la confutazione di una tesi, ancora recentemente autorevolmente rilanciata, secondo cui il mito galileiano dello scienziato ingiustamente punito sia opera del «secolo dei lumi». In realtà l’Illuminismo non mostrò mai molto interesse verso il processo di Galileo e meno che mai costruì dei miti. Altre erano ormai le questioni in gioco. Nella comunicazione sono infatti segnalati i riferimenti testuali da parte degli illuministi europei e sviluppata una tesi specifica che mostra l’interesse tutto interno alla Chiesa e al mondo cattolico settecentesco, ossessionato dall’errore commesso e dalle sue gravi conseguenze per il rapporto tra scienza e fede.
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PAGINA PERSONALE: Vincenzo Ferrone
Vittorio Frajese
BIO: (Roma, 1957). Docente di Storia moderna presso l’Università La Sapienza di Roma, si occupa di storia politico-religiosa della prima età moderna e di storia del pensiero politico. Ha curato l'edizione in volgare di Campanella, La Monarchia del Messia (1995). Tra le sue pubblicazioni più rilevanti: Sarpi scettico. Stato e Chiesa a Venezia tra Cinque e Seicento (1994), Profezia e machiavellismo. Il giovane Campanella (2002) e Nascita dell'Indice. La censura ecclesiastica dal Rinascimento alla Controriforma (2006).
ABSTRACT: La relazione è dedicata al rilievo del libro, della censura e della congregazione dell’Indice nel processo a Galileo nel suo primo episodio del 1616. A questo riguardo, l’analisi è rivolta alle caratteristiche del procedimento e al decreto dell’Indice pubblicato il 5 marzo 1616 con il quale fu sospeso il De revolutionibus orbium di Copernico. L’analisi del decreto e dei poteri attribuiti alla congregazione dell’Indice chiarisce come tale decreto non sia e non possa essere considerato una condanna dottrinale del copernicanesimo e tantomeno un atto di magistero dell’autorità pontificia. Ciò conduce a concludere che il processo del 1633 fu un atto creativo e costitutivo con il quale papa Barberini definì eretica l’astronomia copernicana, ne valutò la presenza nel Dialogo dei massimi sistemi e ne imputò la responsabilità penale al suo autore. La relazione si volge poi a tracciare un breve quadro dell’espansione della censura in materia filosofica per valutare infine presupposti e caratteristiche dell’atteggiamento assunto in materia di copernicanesimo da Bellarmino.
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Paolo Galluzzi
BIO: (Firenze, 1942) Ha studiato presso l'Università di Firenze, sotto la guida di Eugenio Garin, con il quale si è laureato nel 1968. È stato Professore Ordinario di Storia della Scienza presso l'Università di Siena dall'anno accademico 1979-80 fino al 1993-94. Dal 1994 insegna Storia della Scienza all'Università di Firenze. Dal 1982 dirige l'Istituto e Museo Nazionale di Storia della Scienza di Firenze. Ha fatto parte del Consiglio Nazionale dei Beni Culturali e Ambientali e siede nel consiglio scientifico di alcune prestigiose riviste e istituzioni culturali italiane e straniere. Socio dell'Accademia Nazionale dei Lincei e dell'Accademia delle Scienze di Svezia. è chairman del Comitato Scientifico Internazionale insediato dalla Fondazione Nobel di Stoccolma e incaricato di realizzare il Museum Nobel. È attualmente Presidente della Commissione per l'Edizione Nazionale dei manoscritti e dei disegni di Leonardo da Vinci. Le sue numerose pubblicazioni si sono concentrate sulle vicende degli scienziati e degli ingegneri del Rinascimento (Leonardo e dintorni), sulla scienza nell'Età del Rinascimento, sulla terminologia scientifica, su Galileo e la sua Scuola, sulla storia delle Accademie Scientifiche europee, sulla storia della storiografia della scienza, sulla storia degli strumenti scientifici, dei musei e del collezionismo tecnico-scientifico. Si è dedicato, inoltre, alla storia della ricerca scientifica nell'Italia post-unitaria e a riflessioni e progetti di organizzazione della ricerca e di diffusione della cultura scientifica. Ha diretto la Storia della Scienza Einaudi e concepito e diretto la serie editoriale della «Biblioteca della Scienza Italiana». Ha, infine, progettato e realizzato nei contenuti molteplici mostre su temi storico-scientifici che sono state allestite in Italia e all'estero e numerosi sistemi informativi e ipertesti su supporto digitale su temi di storia della delle scienze e delle tecniche.
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Franco Giudice
BIO: Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Storia della Scienza presso l’Università di Firenze. Responsabile di redazione della rivista «Galilaeana». Insegna Storia della scienza e della tecnologia all’Università di Bergamo. È autore di Luce e visione. Thomas Hobbes e la scienza dell’ottica (1999). Si occupa dei dibattiti sull’ottica tra fine Cinquecento e lungo tutto il Seicento. Di recente ha curato gli Scritti di ottica di Isaac Newton per la BUR.
ABSTRACT: La fama di Galileo esplose in Inghilterra, come d’altronde in tutta Europa, con la pubblicazione del Sidereus Nuncius. E anche se il suo nome e le sue idee erano note da prima, come testimonia la circolazione del manoscritto sulle Meccaniche già sul finire del Cinquecento, è innegabile che erano state proprio le novità celesti ad assicurargli un ruolo di primo piano nel dibattito inglese sull’eliocentrismo. Quando nel 1633 giunse in Inghilterra la notizia della condanna di Galileo, il Dialogo, l’oggetto della “colpa”, divenne subito un’opera molto ricercata. Ma non si trattò di mera e morbosa curiosità per un testo finito nelle maglie della censura. Nella percezione degli intellettuali inglesi, la condanna del Dialogo fu soprattutto un’indebita ingerenza delle autorità cattoliche, un sopruso perpetrato contro la libertà filosofica e scientifica. In tal senso, Galileo divenne una sorta di “martire”, e questa immagine ebbe un impatto considerevole su una comunità, quale quella inglese, che si vantava della sua tradizione di libertà.
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Luciano Malusa
BIO: (1942) ha compiuto gli studi di filosofia nell’Università di Padova, laureandosi nel 1964 con Carlo Giacon. Nel 1969 è divenuto assistente ordinario alla cattedra di Giovanni Santinello. Professore incaricato di Storia della filosofia, è divenuto nel 1982 professore associato confermato. Nel 1987 è nominato professore straordinario sulla cattedra di Storia della filosofia contemporanea, nell’Università di Verona. Si è trasferito presso l’Università di Genova nel 1990 quale professore ordinario sulla cattedra di Storia della filosofia. Fino al 2008 ha insegnato discipline storico-filosofiche presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo genovese, essendo stato coordinatore del Dottorato di Filosofia; Direttore del Dipartimento di Filosofia (1991-98), Presidente del Consiglio del corso di laurea in Filosofia (2001-08); Presidente del Centro di servizi bibliotecari. Ha ricoperto la carica di Presidente dell’Associazione Filosofica Ligure (AFL) e di Presidente nazionale della Società filosofica italiana (SFI: nel triennio 2001- 04). È socio corrispondente dell’Accademia di Agricoltura, Scienze e Lettere di Verona e dell’Accademia Ligure di Scienze e Lettere. È attualmente Professore ordinario di Storia del cristianesimo. Linee di ricerca: la filosofia del Rinascimento; le origini della storiografia filosofica tra Cinquecento e Seicento; la storiografia filosofica italiana nell’Ottocento e Novecento; momenti e figure dello spiritualismo e del neotomismo nell’Ottocento; Chiesa e pensiero cristiano nell’Ottocento; storia delle Congregazioni romane dottrinali nell’Ottocento: le condanne di Rosmini e Gioberti; federalismo e cattolicesimo liberale nell’Ottocento italiano; gli ingredienti fondamentali dell’identità europea dal medioevo cristiano ai nazionalismi dell’Ottocento.
ABSTRACT: I pensatori neotomisti in Europa si occuparono di Galilei come pensatore e come scienziato nella convinzione che egli avesse meritato la condanna del Santo Uffizio per suoi comportamenti avventati. Inoltre guardarono con sospetto alle esaltazioni che del suo pensiero e del metodo sperimentale da lui iniziato avevano fatto diversi esponenti del pensiero positivistico e materialistico. I neotomisti non arrivarono a condannare Galilei in quanto eretico o pensatore che aveva divulgato tesi erronee: preferirono considerare gli esiti che certe sue posizioni avevano avuto. In fondo, per loro (Liberatore, Zigliara, Cornoldi) Galilei come pensatore era stato piuttosto debole e come scienziato era stato un precorritore maldestro. Occorre distinguere tra le riserve dei neotomisti e le problematiche suscitate da alcuni episodi della condanna. Il caso Galilei viene toccato dal p. Angelo Secchi, gesuita, scienziato di fama, non tanto perché egli aderisse alle posizioni tolemaiche, ma perché egli era convinto che nella prima metà dell’Ottocento la Chiesa in perfetta buona fede avesse pensato che la vera visione dell’universo era quella geocentrica. Secchi avversava l’ilemorfismo neotomistico, ma non accettava neppure le posizioni di Galilei sull’esegesi delle scritture. Posizione complessa questa del grande astrofisico. Ma il caso Galilei è motivo di polemiche nei confronti del neotomismo da parte dei pensatori seguaci di Antonio Rosmini, quando alcune sue proposizioni vengono condannate dal Santo Uffizio (decreto Post obitum del 1887). In questa circostanza furono avanzate alcune ipotesi: era riformabile il decreto che condannava Rosmini per un malinteso senso di uniformità al neotomismo? La maggioranza dei pensatori cattolici era convinta che Rosmini fosse stato condannato ingiustamente e forse fraudolentemente. Si rispolverarono le polemiche della condanna del 1633 e molti vollero vedere delle analogie. La discussione, veramente animata sulle riviste rosminiane, portò molti a sostenere che presto la condanna di Rosmini sarebbe stata cancellata. In realtà si dovette attendere parecchio sia per Galilei che per Rosmini. Quello che accomuna i due casi è in fondo il convincimento che fu diffuso tra i cattolici dell’Ottocento e del primo Novecento che con quelle due prese di posizione il Santo Uffizio avesse compiuto un errore di percorso e che non avesse capito il valore delle posizioni dei due pensatori, profondamente cattoliche ed ortodosse. Ma perché non aveva capito? Il relatore che presenta questo intervento ritiene che l’Inquisizione romana non era nella condizione di intendere in nessuno dei due casi la lungimiranza dei pensatori cristiani e restasse ancorata a posizioni di cautela e di potere.
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PAGINA PERSONALE: Luciano Malusa
Alberto Melloni
BIO: Ordinario di Storia del Cristianesimo all’Università di Modena-Reggio Emilia. Direttore della Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, è stato membro del gruppo internazionale che ha scritto La storia del Concilio Vaticano Secondo, sotto la direzione di Alberigo. Ha recentemente pubblicato Papa Giovanni. Un cristiano e il suo concilio, Einaudi 2009 e curato con G.Ruggeri il saggio di Ch. Theobald, P. Huenermann, J. Komonchak as Chi ha paura del Vaticano II?, Carocci 2009.
ABSTRACT: Tutti sanno che il Vaticano II, in una nota alla Gaudium et spes, cita un volume su Galileo, per dare soddisfazione ad una richiesta da più parti avanzata affinché il concilio, proprio nel momento in cui guardava al suo passato per compiere il balzo innanzi che Giovanni XXIII aveva indicato come sua agenda, riflettesse sulle cause e le conseguenze di una condanna celeberrima. Da qualche tempo si sa anche che il volume scelto, la biografia di Galileo di mons. Pio Paschini, era stato censurato dal Sant’Ufficio quando era stato composto e che ancora nel 1963 lo stesso organo aveva cercato di impedire la pubblicazione di un autore morto vescovo. Ma la quantità di approssimazioni sull’esatto sviluppo di questo uso di un Paschini mutilato nella complessa vicenda conciliare è ormai tale che solo una attenta disamina delle fonti consente di i) stabilire una cronologia esatta e una genealogia delle evocazioni di Galileo in concilio; ii) capire il peso che esso ha avuto su discussioni anche molto distanti da quelle su fede e scienza; iii) e forse anche rendersi conto di come e quanto le intenzioni del concilio, pur ingannate dai colpevoli di una censura della storia, siano state raccolte dai gesti di uno dei padri che alla Gaudium et spes lavorò e che di quella nota diede una interpretazione dinamica nel 1992 e soprattutto nel mea culpa del giubileo del 2000.
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Franco Motta
BIO: Franco Motta (Reggio Emilia, 15.7.1967) è ricercatore in Storia Moderna presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Torino. Autore di bellarmino. Una teologia politica della controriforma, Brescia, Morcelliana, 2005, e curatore dell’edizione critica della Lettera a Cristina di Lorena di Galilei(Genova, Marietti, 2000)
ABSTRACT: Il “caso Galileo” nell’Italia del XVII secolo è la storia dell’eredità difficile di una condanna che pesa tanto sulla vittima, quanto sui suoi discepoli, quanto sulla Chiesa stessa. La cosiddetta «scuola galileiana», Viviani in primis, resta schiacciata fra l’esigenza di preservare, più ancora che proseguire, il lascito scientifico del maestro, e le tattiche imposte dalla presenza di una condanna che di fatto porta con sé la taccia d’infamia dell’eresia. Il risultato è quello di una devozione alla figura e all’opera di Galilei che si manifesta sostanzialmente come opera storiografica più che propriamente scientifica. L’immagine elaborata dalla cultura italiana del Seicento è allora quella di un “Galilei abiurante” che accetta di buon grado l’abiura e la sottomissione come contrappasso della fama assicurata dalle scoperte celesti. Queste ultime restano, nella letteratura celebrativa barocca, il nucleo della memoria dello scienziato, mentre lo scontro epistemologico con l’ortodossia scolastica viene passato sotto silenzio
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PAGINA PERSONALE: Franco Motta
Isabelle Pantin
BIO: E’ Professoressa di Letteratura all’Ecole Normale Supérieure (Scuola normale superiore), e fa parte del programma di ricerca all’Observatoire de Paris (CNRS, SYRTE), nel reparto dedicato alla storia dell’astronomia. Inoltre è Senior Research Associate nel progetto: « Diagrams, Figures and the Transformation of Astronomy, 1450–1650 » (University of Cambridge, Reparto della Storia e della Filosofia delle Scienze). Sua specializzazione è la letteratura e cultura nel periodo iniziale della scienza moderna. Ha al suo attivo pubblicazioni sulla storia del libro scientifico, sulle illustrazioni scientifiche, sulla poesia cosmologica, e sugli inizi della teoria artistica nella Francia del diciassettesimo secolo. Ha anche preparato delle edizioni critiche e delle traduzioni del Sidereus nuncius di Galilei e del Dissertatio cum nuncio sidereo di Keplero.
ABSTRACT: Il decreto del 1616 esercitò relativamente poca influenza in Francia. In quel paese, la proibizione dei libri Copernicani fu per primo diffusa nelle Quæstiones celeberrimæ in Genesim (1623) di Mersenne, ma non fu mai ufficialmente promulgata. Il Parlamento di Parigi, che difese fermamente la libertà gallicana, non la avrebbero mai permessa. Similmente, la resistenza gallicana era contro la pubblicazione della condanna e dell’abiura di Galilei, ma con molto meno efficienza. Michel Lerner ha mostrato che la Francia fu il primo paese europeo, eccetto i Paesi Bassi, dove il testo della sentenza contro Galilei circolava in stampa (“La réception de la condamnation de Galilée en France”, in Largo Campo di Filosofare, 2001). Già all’inizio del 1634 la Gazette di Théophraste Renaudot ne dava una parafrasi condensata. Gli effetti sulla comunità filosofica furono profondi. In Francia, il lavoro e la figura di Galilei avevano giocato un ruolo significante nella costituzione di quello che si potrebbe chiamare (forse esagerando un poco) un’idea federativa della “nuova filosofia”. Il “Caso” produsse occasioni di incomprensione e di disaccordo. Due questioni erano in ballo: per prima la questione della scelta di un sistema cosmologico, e secondo, la questione della legittimità e di tutte le implicazioni della condanna. Il Copernicanismo era veramente stato dichiarato eretico? e, in tal caso, era valida una tale dichiarazione? Mersenne, Peiresc, Gassendi, Boulliau, Descartes ed altri presero posizioni diverse su questi argomenti, più o meno chiaramente. Inoltre, l’impatto del ‘Caso’ andò oltre le sfere dei filosofi e degli scienziati. Ne fu fatta talvolta allusione nella letteratura libertina, con diverse implicazioni. Presenterò un ipotesi sulle implicazioni di quelle differenze e divisioni.
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Mauro Pesce
BIO: (Genova, 1941) Docente e biblista italiano, dal 1987 è professore ordinario di Storia del Cristianesimo all'Università di Bologna, dove è il presidente del corso di laurea Specialistica Antropologia culturale ed Etnologia. Ha studiato a Bonn e Würzburg (1968/70) e a Gerusalemme (1972-73). È stato Visiting Scholar alla Brown University (1986 e 1990), alla Yale University (1992) Nel 1979 ha fondato l'Associazione italiana per lo studio del giudaismo e nel 1988 il Centro Interdipartimentale di studi sull'Ebraismo e sul Cristianesimo (CISEC) dell'Università di Bologna. È coordinatore del Dottorato in Studi religiosi: Scienze sociali e studi storici sulle religioni dell'Ateneo di Bologna Negli ultimi anni è divenuto noto al pubblico per due suoi libri su Gesù: Le parole dimenticate di Gesù (2004) e il libro-intervista Inchiesta su Gesù (2006). È con-direttore della collana di commenti al Nuovo Testamento ideata da Peter Arzt-Grabner: Papyrologische Kommentare zum Neuen Testament, edita da Vandenhoeck und Ruprecht, Göttingen.
ABSTRACT:
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PAGINA PERSONALE: Mauro Pesce
Paolo Ponzio
BIO: Paolo Ponzio, (Bari, 1966). Professore associato all'Università degli Studi di Bari. Ha curato numerose edizioni e traduzioni di opere di Tommaso Campanella, tra cui l'Apologia per Galileo (1997), il Compendio di filosofia della natura (1999) e la Monarchie du Messie (2002). Autore di svariati saggi sul rapporto tra filosofia, teologia e scienza nel tardo Rinascimento, ha pubblicato Copernicanesimo e Teologia. Scrittura e Natura in Campanella, Galilei e Foscarini (1998) e Tommaso Campanella. Filosofia della natura e teoria della scienza (2001).
ABSTRACT: All’interno del contesto filosofico e teologico dell’inizio del XVII secolo e all’indomani della chiusura del Concilio di Trento che stabilisce canoni e norme dell’esegesi scritturistica, la presente relazione cercherà di stabilire, da un lato, quali siano state le tendenze teologiche maggioritarie all’interno della Chiesa di Roma, e dall’altro, le risposte teologiche all’ipotesi di una nuova configurazione cosmologica. In questa prospettiva, i tre autori che si prenderanno in considerazione risultano emblematici da differenti punti di vista. Roberto Bellarmino, autore delle famose Disputationes de controversiis christianae fidei, negli anni d’insegnamento a Lovanio, pur non sviluppando un proprio modello cosmologico, assumerà una serie di posizioni legate a problemi astronomici, volti a salvaguardare alcuni specifici aspetti della teologia cattolica post-tridentina. Il suo programma sembra essere del tutto in linea con la teologia esegetica della Compagnia di Gesù che prevedeva un uso compatto dell’interpretazione letterale e storica della Sacra Scrittura. A differenza del gesuita, Tommaso Campanella suggerirà, all’interno della sua Apologia pro Galilaeo, l’esigenza di sviluppare una libertà del filosofare – al cui interno si esige una libertà anche nelle discipline teologiche – e una strenua difesa del “codice” della natura che svincoli la teologia dal sostenere in modo univoco l’interpretazione aristotelico-scolastica e porti a delineare una riforma del pensiero e di tutte le discipline scientifiche.
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Paolo Prodi
BIO: Laureatosi in Scienze Politiche presso l'Università Cattolica di Milano e perfezionatosi all'Università di Bonn, ha insegnato Storia moderna presso l'Università di Trento (di cui è stato rettore dal 1972 al 1978), l'Università di Roma e l'Università di Bologna. È Presidente della Giunta Storica Nazionale (già Giunta Centrale per gli Studi Storici), membro dell'Accademia Austriaca delle Scienze e dell'Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 1973 ha fondato, insieme a Hubert Jedin (di cui è stato allievo), l'Istituto storico italo-germanico di Trento. Nel 2007 è stato insignito del Premio Alexander von Humboldt. Tra le sue pubblicazioni: Il sacramento del potere. Il giuramento politico nella storia costituzionale dell'Occidente (1992), con G. Zarri, e L. Mezzadri, Angela Merici. Vita della Chiesa e spiritualità nella prima metà del Cinquecento (1998), Una storia della giustizia. Dal pluralismo dei fori al moderno dualismo tra coscienza e diritto (2000), Il sovrano pontefice. Un corpo e due anime: la monarchia papale nella prima età moderna (2006) e Lessico per un'Italia civile (2008).
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Adriano Prosperi
BIO: (Cerreto Guidi, 1939) è uno storico italiano. Laureatosi e perfezionatosi alla Normale di Pisa, dove è stato allievo di Delio Cantimori e Armando Saitta, dopo aver insegnato Storia moderna presso l'Università della Calabria, l'Università di Bologna e l'Università di Pisa, dal 2002 insegna Storia moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia dell'Inquisizione romana, la storia dei movimenti ereticali nell'Italia del Cinquecento, la storia delle culture e delle mentalità tra Medioevo ed età moderna. È membro dell'Accademia dei Lincei. Ha collaborato e collabora con La Repubblica, il Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore. Tra le sue pubblicazioni: Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, Einaudi, Torino 1996; America e Apocalisse e altri saggi, Istituti editoriali e poligrafici internazionali, Pisa-Roma 1999; Storia moderna e contemporanea, vol. I: Dalla Peste Nera alla guerra dei Trent'anni, Einaudi, Torino 2000; L'eresia del Libro Grande. Storia di Giorgio Siculo e della sua setta, Feltrinelli, Milano 2000; Il Concilio di Trento. Una introduzione storica, Einaudi, Torino 2001; L'Inquisizione Romana. Letture e ricerche, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma 2002; Dare l’anima. Storia di un infanticidio, Einaudi, Torino 2005; Salvezza delle anime disciplina dei corpi. Un seminario sulla storia del Battesimo, a cura di A.P., Pisa, Edizioni della Normale 2006; Misericordie. Conversioni sotto il patibolo tra Medioevo ed età moderna, a cura di A.P., Pisa , Edizioni della Scuola Normale 2007; Giustizia bendata. Percorsi storici di un’immagine, Einaudi, Torino 2008.
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Volker R. Remmert
BIO: Volker R. Remmert si è formato come matematico e storico. Insegna la storia della matematica e scienze all’Università di Mainz. Effettua ricerche principalmente nella storia delle scienze, dell’arte e della cultura nel periodo iniziale dell’Europa moderna e nella storia delle scienze matematiche in Germania nel diciannovesimo e ventesimo secolo. Tra le sue pubblicazioni, una traduzione in inglese del suo libro su Frontespizi e la Rivoluzione Scientifica (Widmung, Welterklärung und Wissenschaftslegitimierung: Titelbilder und ihre Funktionen in der Wissenschaftlichen Revolution, Wiesbaden 2005) sarà pubblicato nel 2010. I suoi recenti articoli includono: Antiquity, Nobility, and Utility: Picturing the Early Modern Mathematical Sciences, in: Robson, Eleanor/Stedall, Jacqueline (eds.): The Oxford Handbook of the History of Mathematics, Oxford 2009, pp. 537-563; a seguire: “Our mathematicians have learned and verified this“: Jesuits, biblical exegesis and the mathematical sciences in the late 16th and early 17th centuries, in: van der Meer, Jitse M./Mandelbrote, Scott H. (eds.): Nature and Scripture in the Abrahamic Religions, Leiden/Boston 2009.
ABSTRACT: Punto focale del mio discorso è sul fato storiografico di Galileo Galilei nella Germania Nazista. Ebbe un ruolo interessante nella propaganda Nazista e nella legittimazione degli obbiettivi politici Nazisti. Nel “Terzo Reich” l’esempio della condanna di Galilei da parte della Chiesa Cattolica nel 1633 diventò un simbolo della sua ingiustificata opposizione ai nuovi risultati “scientifici”, specificatamente la teoria Nazista sulla razza. Dopo che l’opposizione cattolica alla teoria Nazista sulla razza raggiunse un apice nel 1937, il caso Galilei fu trasformato in uno strumento della propaganda Nazista contro la Chiesa Cattolica.
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PAGINA PERSONALE: Volker R. Remmert
Pietro Redondi
BIO: Insegna Storia della Scienza nella Nuova Università di Milano - Bicocca. Fondatore della rivista History and technology, è stato direttore aggiunto del Centre Koyré di Parigi ed è a capo del progetto di ricerca Nascita di una comunità poliscientifica. Tra i libri che ha scritto o curato L'accueil des idées de sadi carnot; Science: the renaissance of a history; Alexandre Koyré. De la mystique à la science; Galileo eretico (tradotto in una dozzina di lingue e giunto alla quarta edizione italiana); Ferdinandea; La scienza, la città, la vita e storie del tempo, anch'esso tradotto.
ABSTRACT: Le recenti scoperte d’archivio mostrano Galileo mettersi in gioco su più fronti di crisi tra indagini naturali e ortodossia cattolica: il copernicanesimo, ma anche l’atomismo. Questa ricchezza di tensioni religiose fa oggi sentire il bisogno di una valutazione più generale del rapporto tra fede e scienza in Galileo, non limitata solo alla vicenda giudiziaria della sua condanna. La mia comunicazione si propone perciò di riesaminare questo rapporto inquadrandolo nel principio di unità della verità che la Lettera a Cristina di Galileo enuncia come la chiave di ogni presunto contrasto tra ragione e rivelazione in campo naturale. E in secondo luogo cerco di accertare se, e in che modo, la scienza di Galileo si attiene essa stessa a questo principio unitario.
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UDITORI    SAGGI    POSTER    BORSE DI STUDIO
Al convegno possono partecipare tutte le persone a vario titolo interessate.

Registrazione: compilare il modulo e procedere al pagamento della quota di iscrizione tramite carta di credito o bonifico bancario. Termine delle iscrizioni: fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Quota di iscrizione:

- (per chi si iscrive entro il 15 maggio entro le ore 18.00): 50 € per l’intero convegno, 20 € per una sola giornata, 40 € per due giornate.
- (per chi si iscrive dal 15 maggio dopo le ore 18.00): 70 € per l’intero convegno, 30 € per una sola giornata, 60 € per due giornate.

La quota di iscrizione comprende la partecipazione alle sessioni, il materiale congressuale, l’attestato di partecipazione, i coffee break e i pranzi. La quota non comprende le spese di viaggio e di alloggio.
Dopo aver compilato il modulo e selezionato la modalità di pagamento riceverete un'email con le indicazioni per procedere al versamento della quota di iscrizione.
Una volta provveduto al pagamento della quota di iscrizione vi sarà comunicata via e-mail la conferma che consentirà l’acceso al Convegno.
In caso di disdetta, fino al 20 maggio 2009 sarà rimborsato il 50 % della quota versata.

NB: gli accreditati al Convegno avranno diritto ai posti a sedere riservati per l'Evento Inaugurale del 26 Maggio presso la Basilica di Santa Croce.

L'ISCRIZIONE ON-LINE SARA' EFFETTUABILE FINO AL GIORNO 25 MAGGIO ALLE ORE 17.00. SI RICODA CHE E' POSSIBILE PARTECIPARE AL CONVEGNO ANCHE ISCRIVENDOSI NEI GIORNI 27, 28, 29 MAGGIO PRESSO IL PALAZZO CONGRESSI, ALL'AREA "NUOVE ISCRIZIONI" DALLE 8.15 ALLE 12.30 E DALLE 14.30 ALLE 17.00

"ATTENZIONE: a differenza da quanto comunicato precedentemente, l'accesso alla Basilica di Santa Croce per l'inaugurazione del Convegno (26 maggio) sarà limitato agli iscritti al Convegno e agli inviti. E' tuttavia possibile fare richiesta d'accesso inviando un'e-mail a inviti@stensen.org indicando nome e cognome e professione."
UDITORI    SAGGI    POSTER    BORSE DI STUDIO

L’Organizzazione del Convegno invita gli studiosi interessati a inviare contributi destinati alla sola pubblicazione negli atti del Convegno.

Gli elaborati, che dovranno incentrarsi sul caso Galileo e avere un carattere storico-filologico, potranno riguardare l'ambito scientifico, filosofico e/o teologico. Gli elaborati potranno essere prodotti in una delle tre lingue ufficiali del Convegno (italiano, inglese o francese).

Un abstract del saggio che si intende produrre, unitamente al curriculum dell'autore, dovrà essere inviato alla Segreteria del Convegno (galileo2009@stensen.org), esclusivamente in formato elettronico, entro il 31 marzo 2009. La lunghezza dell’abstract dovrà essere approssimativamente di 2000 caratteri (spazi inclusi).

Gli abstracts saranno sottoposti al giudizio inappellabile del Comitato Scientifico, che comunicherà ai candidati, tramite la Segreteria, l’esito della valutazione entro il 15 maggio 2009, e contestualmente comunicherà il termine entro cui far pervenire l’elaborato completo e le modalità redazionali da rispettare.
I contributi giudicati positivamente saranno pubblicati, previa verifica delle disponibilità finanziarie, a spese e a cura dell’organizzazione del Convegno.

UDITORI    SAGGI    POSTER    BORSE DI STUDIO

L’Organizzazione del Convegno invita a inviare contributi destinati alla sola affissione negli spazi in cui si svolgerà il Convegno.
I poster, che dovranno incentrarsi sul caso Galileo e avere un carattere storico-filologico, potranno riguardare l'ambito scientifico, filosofico e/o teologico. I poster potranno essere prodotti in una delle tre lingue ufficiali del Convegno (italiano, inglese o francese).

Un abstract del poster che si intende produrre, unitamente al curriculum dell'autore, dovrà essere inviato alla Segreteria del Convegno (galileo2009@stensen.org), esclusivamente in formato elettronico, entro il 15 marzo 2009. La lunghezza dell’abstract dovrà essere approssimativamente di 2000 caratteri (spazi inclusi).

Gli abstracts saranno sottoposti al giudizio inappellabile del Comitato Scientifico, che comunicherà ai candidati, tramite la Segreteria, l’esito della valutazione entro il 31 marzo 2009.

Il poster dei candidati selezionati dovrà essere prodotto entro il 30 aprile 2009 e inviato in formato pdf, con risoluzione per la stampa già predisposto e salvato. Devono essere a colori, con orientamento verticale e con il testo organizzato in paragrafi e colonne, e possono essere delle dimensioni di 59,4x82cm (A1) oppure di 29,7x42cm (A3). I poster non possono superare nel complesso le dimensioni di due pannelli di dimensione 59,4x82cm (A1).

UDITORI    SAGGI    POSTER    BORSE DI STUDIO
BANDO PER L’ASSEGNAZIONE DI BORSE DI STUDIO FINALIZZATE ALLA PARTECIPAZIONE AL CONVEGNO INTERNAZIONALE DI STUDI “IL CASO GALILEO – UNA RILETTURA STORICO, FILOSOFICA E TEOLOGICA” (Firenze, 26-30 maggio 2009)

L’Organizzazione del Convegno con la partecipazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) mette a disposizione di un numero selezionato di giovani ricercatori un contributo (borsa di studio) per favorire e sostenere la partecipazione al Convegno Internazionale di Studi.
  • Numero e importo delle borse di studio

  • n. 2 borse da 600 euro (riservate a studiosi residenti al di fuori dell’Unione Europea o al di fuori di uno dei seguenti paesi: Albania, Bosnia, Croazia, Islanda, Macedonia, Norvegia, Serbia, Svizzera)

    n. 18 borse da 300 euro (riservate a studiosi residenti in uno dei paesi dell’Unione Europea o in uno dei seguenti paesi: Albania, Bosnia, Croazia, Islanda, Macedonia, Norvegia, Serbia, Svizzera)

    L’importo delle borse di studio è da ritenersi al lordo della ritenuta d’acconto. Ai vincitori residenti fiscalmente in Italia sarà applicata una ritenuta d’acconto del 20%. Pertanto l’importo netto corrisposto sarà pari a 240 €.
    Ai vincitori residenti fiscalmente al di fuori dell’Italia sarà applicata una ritenuta d’acconto del 30%. Pertanto l’importo netto corrisposto sarà pari a 210 € (per i vincitori residenti in uno dei paesi dell’Unione Europea o in uno dei seguenti paesi: Albania, Bosnia, Croazia, Islanda, Macedonia, Norvegia, Serbia, Svizzera) o a 420 € (per i vincitori residenti al di fuori dell’Unione Europea o al di fuori di uno dei paesi citati sopra).

    Oltre al pagamento della borsa di studio ai borsisti si garantisce la copertura della quota di iscrizione al convegno comprensiva dei coffee breaks e dei pranzi dei giorni 27, 28 e 29 maggio 2009. L’organizzazione del viaggio e del soggiorno dei borsisti sarà a carico dei singoli borsisti, che potranno comunque fare riferimento alla Segreteria del Convegno per conoscere gli alberghi convenzionati per ottenere ulteriori sconti e facilitazioni. [continua]
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RISULTATI ASSEGNAZIONE BORSE DI STUDIO

RELAZIONI FINALI DEI BORSISTI
I LUOGHI    HOTEL   
BASILICA DI SANTA CROCE   Piazza Santa Croce - Firenze
BASILICA DI SANTA CROCE
La Basilica di Santa Croce, fondata nel 1294, è una delle più antiche e grandiose sedi francescane. Il suo complesso comprende due chiostri, il noviziato, la sala capitolare, il refettorio (oggi sede museale che ospita opere insigni provenienti dalla chiesa e dei chiostri ). Conserva al suo interno un immenso patrimonio artistico di affreschi, polittici, splendide vetrate trecentesche, strutture architettoniche rinascimentali, inserti scultorei quattrocenteschi, opere dei maggiori maestri d'arte fiorentini. All'interno della Basilica trovano luogo le tombe e i monumenti funebri di Michelangelo, Machiavelli, Galileo, Alfieri, Foscolo e di altri importanti personaggi della cultura italiana. In particolare la tomba di Galileo - inizialmente custodita dai francescani nel chiostro laterale - venne traslata all'interno della Basilica solo nel 1737.
PER SAPERNE DI PIU' - MAPPA
PALAZZO DEI CONGRESSI   Piazza Adua, 1 - Firenze
PALAZZO DEI CONGRESSI
Il Palazzo dei Congressi, che ha sede nell'ottocentesca Villa Vittoria edificata dalla famiglia Strozzi, è situato a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Santa Maria Novella e dal centro storico della città. La struttura comprende - oltre allo splendido Auditorium, ristrutturato nel 2004, che può ospitare fino a 1.000 persone - anche un grande parco, un anfiteatro e una limonaia.
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VILLA IL GIOELLO   Via Pian dei Giullari, 42 - Arcetri (Fi)
VILLA IL GIOELLO
La villa, le cui origini sembrano risalire al XIV Secolo e il cui nome indicava la posizione favorevole della proprietà, fu la dimora di Galileo Galilei a partire dal 1631. Nella facciata sono infatti conservati ancora oggi, in suo onore, un busto del 1843 e due lapidi del 1788 e del 1942. In seguito alla condanna del Santo Uffizio del 1633, dopo un periodo passato a Siena per sfuggire alla peste fiorentina, la Congregazione del Santo Uffizio concede allo scienziato di far ritorno al “Gioiello”. Qui Galileo terminò i suoi giorni nel 1642, assistito dal figlio Vincenzo, da Evangelista Torricelli e da Vincenzo Viviani.
PER SAPERNE DI PIU' - - MAPPA
I LUOGHI    HOTEL   






Per le offerte riservate agli iscritti al convegno visita il sito:
http://www.galileo.promhotels.it/index.php?xxiv

Per informazioni e prenotazioni alberghiere Vi preghiamo rivolgerVi a:
FLORENCE PROMHOTELS
Centro prenotazioni alberghiere, viaggi e turismo
TEL +39 055 553941
FAX +39 055 587189
NUMERO VERDE (per chi chiama dall'Italia) 800 866022
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Contatto: Roberta Tanini







Per informazioni sul Convegno:
Tel: (+39) 055 576551 (Giuseppe Gulizia - Katia Rossi)
E-mail: galileo2009@stensen.org

Ufficio Stampa:
Antonio Pirozzi, Jacopo Storni
E-mail: ufficio.stampa@stensen.org

I giornalisti interessati a partecipare al Convegno Internazionale di Studi "Il caso Galileo" possono inviare un'e-mail al seguente indirizzo:

ufficio.stampa@stensen.org

Nell'e-mail di richiesta dovranno essere specificati:

NOME E COGNOME
TELEFONO e E-MAIL
TESTATA GIORNALISTICA o FREE LANCE

In caso di conferma potranno ritirare l'accredito nei giorni del Convegno al Palazzo Congressi presso il nostro Ufficio Stampa.

Nell'area sottostante è possibile scaricare i comunicati stampa e le immagini relativi alla manifestazione.

[13-05-2009] Conferenza Stampa - Santa Croce - 13/05 (Napolitano all'inaugurazione in Santa Croce.doc) (Rileggere il Caso Galileo oggi.doc) (L'evento finale del convegno a Casa Galilei.doc) (Quando la musica celebra il cosmo.doc)
[13-05-2009] Conferenza Stampa 2 - Santa Croce - 13/05 (Biografilm Festival.doc) (Il Cnr con Galileo e con i giovani ricercatori.doc)
[21-04-2009] Il Cnr con Galileo e con i giovani ricercatori (Il Cnr con Galileo e con i giovani ricercatori.doc)
[30-03-2009] Galileo, Napolitano at the International Congress in Florence (Galileo, Napolitano at the International Congress in Florence.doc)
[17-03-2009] Comunicato 17 Marzo (Napolitano a Firenze per Caso Galileo.doc)
[29-01-2009] Immagini (immagini.zip)



Ufficio Stampa Stensen
Antonio Pirozzi - 339/5238132
Jacopo Storni - 335/7163225
ufficio.stampa@stensen.org
Pubblicate le relazioni dei vincitori delle borse!   [30-06-2009]
In data odierna sono state pubblicate sul sito (le trovate qui) le relazioni conclusive sul Convegno redatte dai vincitori delle Borse di studio concesse dal CNR per la partecipazione alla quattro giorni galileiana.
Ricordiamo anche che per contatti o commenti è possibile scrivere a galileo2009@stensen.org che inoltrerà le vostre comunicazioni ai destinatari.
Fine dei lavori congressuali   [03-06-2009]
Il Convegno Internazionale di Studi si è svolto regolarmente, ha riscosso un notevole successo mediatico e ha prodotto ottimi risultati scientifici, come hanno sottolineato gli studiosi che vi hanno preso parte. Desideriamo ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile il successo della nostra iniziativa.
Prossimamente saranno disponibili sul sito ulteriori materiali.
ACCESSO SANTA CROCE 26 MAGGIO   [22-05-2009]
ATTENZIONE: l'accesso alla Basilica di Santa Croce per l'inaugurazione del Convegno (26 maggio) sarà limitato agli iscritti al Convegno e agli inviti. E' possibile fare richiesta d'accesso inviando un'e-mail a inviti@stensen.org indicando nome e cognome e professione.
Ricordiamo inoltre che l'accesso alla Basilica deve avvenire tra le ore 16 e 16.30!
Proroga scadenza invio candidature borse di studio   [05-05-2009]
Il termine per l'invio di candidature per l'assegnazione delle borse di studio per favorire e sostenere la partecipazione al Convegno Internazionale di Studi è stato prorogato al 15 maggio 2009.
Gli interessati sono invitati ad inviare la documentazione richiesta a: galileo2009@stensen.org
Bando borse di studio   [08-04-2009]
Da oggi è online il bando per l'assegnazione di borse di studio finalizzate alla partecipazione al Convegno. Le domande dovranno essere inviate via mail alla Segreteria entro il 4 maggio 2009 e i risultati saranno resi noti il 12 maggio 2009. Per visionare il Bando vai alla sezione "REGISTRAZIONE" ed entra nella pagina "BORSE DI STUDIO". Per scaricare direttamente il bando: http://www.galileo2009.org/images/Bando_borse_studio.pdf
Proroga scadenza invio abstract (poster e saggi)   [25-03-2009]
Il termine per l'invio di proposte di contributi destinati all'affissione (poster) o alla pubblicazione (saggi) è stato prorogato al 15 aprile 2009.
Gli interessati sono invitati ad inviare Abstract e Cv a: galileo2009@stensen.org
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